Alfonso Gatto e Salerno, la città e il poeta

Alfonso Gatto e Salerno, un binomio scolpito nelle parole del poeta. Salerno da vedere è una rapida guida alla città, e non è certamente il luogo dove approfondire questo gigante della letteratura italiana. Quindi non è compito e volontà nostra approfondire la sua storia, ma è compito nostro informare quanti (tanti) non lo sapessero, che era un salernitano doc.

Nacque a Salerno il 17 luglio del 1909. Studiò presso il Liceo Tasso dove da subito mostrò di essere portato per le materie letterarie. E fu proprio al liceo che scoprì la sua passione per la letteratura e soprattutto la poesia.

La fuga a Milano

Si iscrisse all’Università di Napoli, ma non terminò gli studi per problemi economici. Però conobbe quella che divenne sua moglie Agnese Jole Turco, dalla quale ebbe due figlie, Marina e Paola. Insieme a lei si trasferì, qualcuno dice che fuggì, a Milano. Tra i suoi amici milanesi ci fu anche Cesare Zavattini, una delle figure più rilevanti del cinema neorealista italiano, con all’attivo più di 60 film. Ma anche poeti, saggisti e pittori facevano parte della sua cerchia di frequentazioni.

Antifascista e comunista dissidente

Nel 1936 fu arrestato per antifascismo e trascorse sei mesi in galera. Gatto collaborò con numerose riviste e grandi intellettuali italiani dell’epoca, tra i quali lo scrittore Vasco Pratolini. Nel 1941 divene ordinario di Letteratura per “Chiara Fama” al Liceo Artistico di Bologna. Nel 1944, dopo la liberazione di Milano, si iscrisse al Partico Comunista e cominciò a scrivere anche per l’Unità, per il quale fu anche inviato speciale.

Alfonso Gatto nel 1946 incontrò la pittrice triestina Graziana Pentich, per la quale abbandonò la moglie e le figlie e da cui ebbe due figli, Teodoro e Leone.

Nel 1951 la decisione di dissociarsi dal Partito, diventando comunista dissidente.

L’incidente mortale

L’8 marzo del 1976 Gatto si trovava a Grosseto e si mise in viaggio diretto a Roma, a bordo di una Mini Minor alla cui guida si trovava l’amica Paola Maria Minucci. L’auto finì fuori strada nei pressi di Capalbio. Il poeta morì mentre cercavano di trasportarlo da Orbetello all’ospedale di Grosseto.

È sepolto nel cimitero di Salerno. Sulla sua tomba, che ha un macigno per lastrone, è inciso il commiato funebre dell’amico Eugenio Montale:

«Ad Alfonso Gatto
per cui vita e poesie
furono un’unica testimonianza
d’amore»

Salerno nel cuore

Non c’è dubbio che Alfonso Gatto non dimenticò mai Salerno e i suoi amici di infanzia. Un legame con la città sancito nella poesia


Salerno, rima d’inverno, 
o dolcissimo inverno. 
Salerno, rima d’eterno.

Forse, invece, Salerno per troppo tempo ha dimenticato Alfonso Gatto. Negli ultimi anni, però, grazie alle iniziative di appassionati della storia e della memoria della città, qualcosa si è mosso. Murales, Scale, molti luoghi in città ricordano la poesia di Gatto, e uno dei fautori di questa riscoperta è sicuramente Pino Green, al quale va il nostro plauso.

Peccato che a lui sia intitolato solo un malandato e bruttissimo viadotto.

Opere principali

Poesia

Isola, Napoli 1932
Morto ai paesi, Modena 1937
Poesie, Milano 1939 (nuova edizione, Firenze 1943)
L’allodola, Milano 1943
La spiaggia dei poveri, Milano 1944
Amore della vita, Milano 1944
La spiaggia dei poveri, Milano 1944 (nuova edizione Salerno 1996)
Il sigaro di fuoco. Poesie per bambini, Milano 1945
Il capo sulla neve, Milano 1947
Nuove poesie 1941-49, Milano 1949
La forza degli occhi, Milano 1954
La madre e la morte, Galatina 1959
Poesie 1929-41, Milano 1961
Osteria flegrea, Milano 1962
Il vaporetto. Poesie, fiabe, rime, ballate per i bambini di ogni età, Milano 1963 (nuove edizioni Salerno 1994 e Milano 2001)
La storia delle vittime, Milano 1966
Rime di viaggio per la terra dipinta, Milano 1969
Poesie 1929-69, Milano 1972
Poesie d’amore (1941-49; 1960-72), Collezione Specchio, Milano, Mondadori, 1973, ISBN 978-88-04-10585-5.
Lapide 1975 ed altre cose, Genova, San Marco dei Giustiniani, 1976.
Desinenze, Milano 1977
Poesie, a cura di F. Napoli, Milano, Jaca Book, 1998, ISBN 978-88-16-52009-7.
Tutte le poesie, a cura di Silvio Ramat, Collana Oscar grandi classici n.103, Milano, Mondadori, 2005, ISBN 978-88-04-53347-4.
Tutte le poesie (nuova edizione ampliata), a cura di Silvio Ramat, Collana Oscar moderni n.103, Milano, Mondadori, 2017, ISBN 978-88-04-65960-0.

Prosa

La sposa bambina, Firenze, 1943; nuova ed., Firenze 1963; Salerno, Roma, 1994
La coda di paglia, Milano, 1948; nuova edizione, Salerno, Roma, 1995
Carlomagno nella grotta. Questioni meridionali, Milano, 1962; nuov ed., Firenze 1974 (come Napoli N.N.); Salerno, 1993
Le ore piccole (note e noterelle), Salerno, 1975
Parole a un pubblico immaginario e altre prose, Pistoia, 1996
Il signor Mezzogiorno, Napoli, 1996
Il pallone rosso di Golia. Prose disperse e rare e l’inedito «Bagaglio presso», Milano, 1997
L’aria e altre prose, Pistoia, 2000
Diario d’un poeta, Napoli, 2001
La pecora nera, Napoli, 2001
La palla al balzo – un poeta allo stadio, Limina, 2006
Pensieri, a cura di F. Sanguineti, Torino, Nino Aragno, 2016

Teatro

Il duello, Milano 1944; nuova ed., Salerno, 1995

Filmografia


Alfonso Gatto ha anche avuto diverse parti in alcuni film. In Il sole sorge ancora (1946) di Aldo Vergano aveva la parte di un conduttore di treni. Altre parti ha avuto in due film di Pier Paolo Pasolini: in Il Vangelo secondo Matteo (1964) recitava la parte dell’apostolo Andrea, in Teorema (1968) la parte di un dottore. Altre parti ha avuto in Cadaveri eccellenti (1976) di Francesco Rosi dove era Nocio e in Caro Michele (1976), di Mario Monicelli, tratto dall’omonimo romanzo di Natalia Ginzburg, dove interpretava il padre di Michele.

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