Castel Terracena a Salerno, la reggia normanna

Castel Terracena a Salerno fu la reggia normanna edificata dopo il 1076  da Roberto il Guiscardo. Il duca, signore del mezzogiorno d’Italia, la volle magnifica, per onorare la sua sposa la principessa longobarda Sichelgaita. Salerno ebbe così due regge, quella longobarda, poi adibita a uffici pubblici e quella normanna. Diciamo subito che della maestosa reggia oggi resta ben poco. Salerno da vedere avrebbe avuto un magnifico monumento da mostrare ai turisti. Invece la reggia ebbe vita relativamente breve, solo un paio di secoli.  Il palazzo subì notevoli dissesti a seguito del terremoto del 1275. Poco più tardi, il Castel Terracena a Salerno fu donato da Alessandro IV al Monastero di S. Benedetto nel 1301.

Come doveva essere Castel Terracena a Salerno

Castel Terracena sorse in un quartiere una volta periferico chiamato Hortus Magnus, ovvero Grande Giardino e oggi è situato nel cuore del centro storico di Salerno. Fu eretto a ridosso delle mura orientali, su un’altura, anche per potenziare le difese della città.

L’individuazione del castello di Terracena ci è confermato dal ritrovamento di due torri, di un camminamento con cisterna e di diversi elementi architettonici, di cui la parte più interessante è costituita dalla decorazione in tufo giallo e grigio della torre sulla traversa S. Giovanni.

La reggia era quindi costituita da grandi blocchi lapidei sovrastati da merli; lungo le facciate si alternavano archi ogivali ed archi a tutto sesto, mentre all’interno si susseguivano ampie sale caratterizzate da sontuosi pavimenti decorati a mosaico.

Castel Terracena oggi

Quindi Cosa vedere a Salerno di quello che fu la reggia normanna? Non molto. Oggi si possono rinvenire alcune decorazioni originarie della Reggia in due dei prospetti interni della casa-torre che si raggiunge da via S. Michele. Un recente restauro ha portato ancora meglio alla luce queste decorazioni.

Le tarsie variopinte accomunano questo episodio ad altre decorazioni di architetture salernitane risalenti ai secoli XI e XII; tra di esse: l’atrio del Duomo, il portale di palazzo Fruscione e la Curia Arcivescovile.

 

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