Chiesa dell’Addolorata e convento di Santa Sofia

Chiesa dell’Addolorata e convento di Santa Sofia a Salerno hanno una storia millenaria.

Il primo complesso conventuale dell’ordine benedettino sorge in città poco dopo l’anno Mille. L’area prescelta fu quella detta Nova Civita. In quella zona il principe Guaiferio realizzava un ampliamento della città e il nuovo palazzo principesco.

Il convento passa da un ordine all’altro nel corso dei secoli, fino all’Ottocento, quando diventa sede del Tribunale e nel Novecento diviene sede scolastica.

Originariamente la struttura sacra oggi visibile era stata dedicata al Santissimo Salvatore dai Gesuiti che la edificarono nel 1670 a completamento del Convento di Santa Sofia, a loro ceduto con atto di Re Ferninando nel 1589.

I resti del convento risalente all’XI secolo sono in via Trotula de Ruggiero.

L’ingresso è costituito da un portale a sesto ribassato in piperno grigio. All’interno, due archi anch’essi ribassati e una volta a padiglione. Ai piani superiori, i resti di una loggia. Le decorazioni policrome formano figure geometriche, archi intrecciati.

Il monastero attuale ha pianta rettangolare e si articola su tre livelli collegati da uno scalone voltato a tre rampe. Al primo piano si alternano sale coperte con volte a botte e volte a padiglione, mentre quello superiore presenta un lungo corridoio con volta a botte unghiata che serve tutti gli alloggi.

Chiesa dell’Addolorata

L’annessa chiesa dell’Addolorata sorge sui resti di un edificio religioso più antico, dedicato al SS. Salvatore e fondato probabilmente nel IX secolo d.C.. Quando i Gesuiti si stabiliscono nel convento, cominciano i lavori per la nuova chiesa ma, trascorsi tre secoli, il suo stato di abbandono determina una vasta opera di restauro 1844 voluta dall’arcivescovo Paglia.

Recenti restauri hanno portato alla luce, sulla parete di via Trotula de Ruggiero, una quadrifora con motivi intrecciati risalente al XIII secolo d.C..

Alla chiesa si accede percorrendo una scala a doppia rampa curvilinea, di gusto tardo-barocco. L’aula religiosa ha pianta rettangolare ed è coperta da una ampia volta a botte. All’incrocio della navata col transetto si imposta su pennacchi la cupola a cassettoni con rosette centrali, cui corrisponde lo stemma maiolicato fatto apporre sul pavimento dallo stesso Paglia. Le decorazioni della chiesa sono realizzate in stucco floreale, mentre i pavimenti sono anch’essi in maiolica a motivi geometrici. Le cappelle laterali ospitano altari in marmo.

Oggi la chiesa dell’Addolorata e il convento di Santa Sofia sono spazi espositivi, quindi aperti alla vita culturale della città.

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