Convento di San Domenico a Salerno, oggi caserma

Il Convento di San Domenico a Salerno è un’altra di quelle realtà storiche che difficilmente riusciremo a vedere nella sua interezza. Rientra in in quei monumenti di Salerno da vedere che non vedremo mai. Semplice ammirare la Chiesa di San Domenico, ma del convento restano ormai poche tracce.

Le origini e breve storia

Il Convento di San Domenico a Salerno sorge nel rione Duomo ed è oggi sede della di Polizia Stradale “Carlo Pisacane”. Le prime notizie del convento risalgono al 1272 quando l’arcivescovo Matteo della Porta concesse la chiesa di San Paolo Palearia, presso Porta Rotese, con annessi orti e giardini ai padri domenicani, per la costruzione della loro struttura conventuale.  In suo onore viene intitolato, insieme alla Chiesa attigua, a San Domenico e Santa Maria Della Porta.

Fu anche uno dei luoghi dove soggiornò San Tommaso d’Aquino. Nella chiesa è conservata la reliquia del braccio del santo e il sarcofago che raccolse le spoglie delle sorelle del santo.

Il Monastero godette di grande prestigio ed è noto per aver ospitato San Tommaso d’Aquino ed essere stato un centro culturale di grande importanza.

Nel XIII secolo San Tommaso vi fondò dell’Accademia dei Concordi insieme a San Bonaventura. Nel XVI e XVII secolo ospitò l’Accademia dei Rozzi (letterati), quindi nel XVIII secolo quella degli Irrequieti (matematici).

Era il 1807 quando il convento fu adibito a caserma e soppresso per effetto delle leggi napoleoniche.

Dell’antico convento, oltre alla chiesa e all’attuale caserma della polizia, faceva parte anche la cappella del S.Rosarioall’epoca parte del refettorio.

Il chiostro unico al mondo

Sarebbe stato una meraviglia da inserire in cosa vedere a Salerno, invece ci accontentiamo delle ricostruzioni.

Riveste grande interesse la costruzione del chiostro grande del convento, le cui notizie a riguardo ci giungono grazie ai rilievi realizzati da Heinrich Wilhelm Schulz nell’800. A pianta quasi quadrata, era delimitato da corsie coperte con volta a crociera, sostenute, verso l’area libera, da arcate acute i cui piedritti erano rinforzati da contrafforti. Nelle arcate, al di sopra dei muretti dei davanzali, si distendevano transenne, sostenute da esili colonnine binate. Su ogni prospetto variava il disegno delle arcate. Durante i lavori di riconversione in caserma, le arcate furono tompagnate o distrutte per la creazione di nuovi locali. Il Bertaux definì “unico al mondo” l’insieme dei chiostri di Amalfi, Ravello e Salerno. (Wikipedia)

RICOSTRUZIONE 3D DEL CHIOSTRO

 

 

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