convento san nicola della palma a salerno

Convento di San Nicola Della Palma a Salerno

Due importanti monasteri sorsero nella parte alta di Salerno: il Convento di San Nicola della Palma a Salerno e il Convento di San Lorenzo al Monte.

I conventi furono edificati nell’antico quartiere denominato Plaium Montis.

A partire dal 1810, con l’abolizione degli ordini religiosi, le strutture smisero di essere conventi e furono poste a disposizione prima dei poveri e poi degli orfani.

I due conventi, praticamente attaccati, formavano un importante centro religioso per la città di Salerno. Complesso che poi andrà a formare l’Orfanotrofio Umberto I.

Il convento Convento di San Nicola della Palma a Salerno fu eretto dall’abate Leone di Cava e dal castaldo Vivo intorno al 1060. I due ottennero da Gisulfo II dei terreni ed un’abitazione nei pressi dell’antica Porta della Palma.

Nel 1639 i frati vi edificano una grande infermeria, per i vecchi religiosi inabili della Provincia, collegata al vicino convento di San Lorenzo. Il convento nel 1653 è citato nel manoscritto Pinto “Salerno assediata dai francesi” che rievoca l’assalto per mare del 1648.

Nel 1818 divenne sede dell’Orfanotrofio che prese il nome di “Reale Ospizio di S.Ferdinando”. Nella chiesa del convento vengono celebrati i funerali di Ferdinando I delle Due Sicilie. Con la nascita del Regno d’Italia venne confermata la sua funzione di Orfanotrofio maschile, intitolato in seguito ad Umberto I.

Le acque del convento

Presso l’Archivio Storico, a partire dal 1818, sono conservati diversi documenti al riguardo delle sorgive esistenti nel convento di San Nicola della Palma, dei problemi che hanno creato alla città e di come sono stati risolti. I religiosi dei due conventi sfruttarono a pieno le risorse idriche del monte Bonadies, facendole diventare l’elemento fondamentale per l’insediamento monastico nel Plaium Montis. All’interno dei due conventi esistono molte fontane, attive e non, e ci sono documenti di vendita delle suddette acque. A causa di mancanza di manutenzione nel corso dei secoli, le sorgive hanno più volte creato problemi alla salubrità delle acque pubbliche del sottostante centro storico.

Con i lavori di restauro portati avanti nel primo decennio del XXI secolo, sono divenuti riconoscibili gli elementi insediativi primari tra cui la struttura termale (Balneum), conservata nella parte centrale del convento. Il Balneum è composto da tre ambienti disposti in sequenza con due vasche, riscaldate da un ipocausto, che si aprono nell’ambiente centrale ed una sauna scavata nella roccia tra le vasche e il prefurnio. La stanza fredda (frigidarium) è aperta a nord e a diretto contatto con la roccia dalla quale trasuda continuamente acqua fredda, raccolta e canalizzata in una vasca. Il complesso termale, anche se non completamente scavato, richiama modelli bizantini e non sorprende tale presenza in quest’area tenuto conto ce nel periodo tra il 976 e il 979, l’abate del limitrofo convento di San Lorenzo era il greco Nicodemo. E comunque chiaro il rapporto che il monachesimo aveva con l’acqua a scopo curativo noto come Vivarium. (da Wikipedia)

 

 

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