Guaimaro IV di Salerno. Il grande principe dimenticato

Guaimaro IV di Salerno, il principe longobardo completamente dimenticato dalla città, fu in realtà uno dei più grandi regnanti longobardi del suo tempo.  Egli fu principe di Salerno (dal 1027) e di Capua (1038-1047), duca di Amalfi (dal 1039), Gaeta (1040-1041) e Sorrento (dal 1040) e duca di Puglia e Calabria (1043-1047). Morì a Salerno il 3 giugno del 1052. Vissuto a cavallo del passaggio dai bizantini ai normanni, fece di Salerno la capitale di tutto il Sud Italia. In città è ricordato solo da un vicoletto nel Centro Storico di Salerno. Eppure Guaimaro IV di Salerno si pone alla stessa altezza dei più blasonati e osannati Arechi e Roberto il Guiscardo.

I Guaimario sono una dinastia di origine spoletina. Sia pure ad intermittenza per un secolo hanno dominato non solo il principato di Salerno ma, con Guaimario III e Guaimario IV, l’intero Mezzogiorno. Portarono i loro territori a uno splendore che eguagliò, secondo i cronachisti dell’epoca, l’ “età dell’oro” del principato di Arechi. A porre fine alla loro dinastia fu il tradimento e l’ascesa dei Normanni.

Guaimario di Salerno era il maggiore dei figli di Guaimario III di Salerno e di Gaitelgrima, figlia di Pandolfo II di Benevento. E fu proprio grazie a una accorta politica di imparentamenti, che si riuscì a tenere uniti i principati di Benevento, Capua e Salerno, facendone una unica entità.

L’alleanza con i normanni

Nelle varie dispute che in quegli c’erano tra i sovrani, fondamentale per Guaimaro IV di Salerno, l’alleanza con i mercenari normanni, appena arrivati nel sud Italia. Egli fece in modo anche di far riconoscere loro dall’imperatore Corrado II dei titoli nobiliari, primo passo verso la loro ascesa al potere.

Guaimario di Salerno fu ben presto in stretti legami con la famiglia normanna degli Altavilla (da cui discende il Guiscardo) che si stava affermando nell’Italia meridionale.

L’alleanza con i normanni durò fino alla sua morte, avvenuta forse proprio per tale motivo.

Il tradimento e la morte di Giuaimaro IV di Salerno

Guaimario e Drogone d’Altavilla continuavano a mantenere solidi rapporti di alleanza, costituendo insieme una potenza politica e militare invisa a molti. I due erano infatti diventati bersaglio di odii incrociati e rivendicazioni da più parti, che nel 1052 portarono entrambi ad una fine ingloriosa: Drogone cadde assassinato, probabilmente ad opera di una congiura bizantina, mentre la stessa sorte toccò subito dopo a Guaimario, che il 3 giugno 1052 fu assassinato nel porto di Salerno dai suoi quattro cognati, che occuparono la città con le armi ed elessero principe Pandolfo III. A questo punto il fratello del principe ucciso, il duca Guido di Sorrento, si rivolse ai Normanni Umfredo di Puglia e Riccardo d’Aversa, che insieme a lui assediarono i congiurati in Salerno. Le famiglie dei quattro fratelli caddero presto nelle mani dei loro nemici e gli assassini di Guaimario si decisero a negoziare il loro rilascio rimettendo in libertà Gisulfo, figlio ed erede di Guaimario.

Salerno capitale del sud

L’eredità di Guaimario includeva il dominio su Salerno, Amalfi, Gaeta, Napoli, Sorrento, Puglia, Calabria e in maniera alterna su Capua. Egli fu senz’altro l’ultimo grande principe longobardo del sud Italia e secondo alcuni storici il migliore in assoluto.

Tra i figli anche la futura principessa Sichelgaita

A Guaimario succedette Gisulfo II, il figlio avuto da Gemma, figlia del conte di Capua Laidolfo. Ebbe almeno tre figlie:

  • Gaitelgrima;
  • Sichelgaita, che sposò Roberto il Guiscardo;
  • Sicarda, il cui destino è sconosciuto.

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