Il Gran Premio di Salerno come a Montecarlo

Il Gran Premio di Salerno di Formula 3, quanti sanno che in città negli anni ’50 si disputava una corsa automobilistica? Si trattava di un percorso cittadino, allestito di fronte al centro storico, sullo stile del Gran Premio di Montecarlo.

Anche a quell’epoca Salerno aspirava a imporsi internazionalmente, imitando realtà ben più conosciute.

Il circuito automobilistico di Salerno fu corso tra il 1953 ed il 1961 e aveva anche il nome Gran Premio Città di Salerno.

Il percorso

La pista era ricavata nella zona pianeggiate del Lungomare. Partiva da palazzo sant’Agostino su via Roma e girava intorno ai recentemente costruiti palazzo del Municipio, palazzo Natella e palazzo Edilizia, raggiungendo il teatro Verdi, dove tornava indietro sul Lungomare di Salerno fino a raggiungere nuovamente il palazzo della Provincia e proseguire fino a circa il palazzo della SITA per poi curvare sul corso Garibaldi fino a via Roma di nuovo.

«La gara durava l’intero weekend, tra prove, batterie eliminatorie e corsa finale. Migliaia gli spettatori accalcati nelle vie del centro, stipati come sardine sui balconi di ogni palazzo, o su una tribuna tubolare posizionata sul lato mare. Nessuna rete, via di fuga o guard-rail a protezione del percorso, soltanto enormi balle di paglia. (Raffaele Avallone)»

La corsa consisteva in 50 giri del circuito, per un totale di 135 chilometri.

Gli spettatori, per le strade, sui balconi delle case/palazzi, sulle tribune in zona mare, videro per la prima volta sulle strade cittadine i piloti sfrecciare sui loro colorati bolidi.

La storia del Gran Premio di Salerno

Ad aggiudicarsi il primo posto fu Berardo Taraschi sulla sua Giaur. Al secondo posto giunse Leonardi Sesto, anche lui con una Giaur, al terzo Ilario Bandini nel bolide marchiato Bandini.

Dopo la corsa dell’anno consecutivo, l’evento assunse una certa importanza, infatti, si percepì anche dal nuovo nome attribuitogli: “Gran Premio di Salerno”. La ricorrenza della corsa automobilistica avvenne quasi ogni anno e nei periodi estivi.

Il pilota inglese Hulme Denis

Un tragico incidente ne decreta la fine

Il 24 luglio 1960 si tenne l’ultima gara.

In quella gara, che fu la più partecipata, vinse il britannico Colin Davis (Scuderia Serenissima, su Fiat/Osca), seguito dal neozelandese Denis Hulme (New Zealand International Grand Prix Team, su Cooper T52 – BMC), mentre l’italiano Taraschi (Scuderia Taraschi, su Fiat) arrivò terzo.

Il pilota belga  Sorgheles Saeveners (Jean Blanc) durante il 15 giro perse il controllo della sua Cooper all’altezza di Palazzo Edilizia, lato lungomare. L’auto si ribaltò per tre volte, finì contro un palo e oltrepassò il recinto di protezione fino a colpire gli spettatori. Il pilota infuocato uscì dalla macchina in fiamme, ma morì poco dopo. Il tragico episodio costò diversi feriti e un morto.

È il colpo definitivo. Un paio di edizioni in tono minore, poi tutto finisce nel dimenticatoio.

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