Il Masaniello salernitano, Ippolito da Pastina

Il Masaniello salernitano, da non confondersi con Masuccio Salernitano che era un novelliere, fu un rivoluzionario. Ippolito di Pastina, noto anche come Ippolito Pastina o Ippolito da Pastena animo la rivolta di Salerno del 1647 contro gli spagnoli. La ribellione durò solo un anno e fu soffocata nel sangue.

Umile pescivendolo, nato intorno al 1615 nel popoloso rione Fornelle di Salerno. Parallelamente ai moti guidati da Masaniello a Napoli, Ippolito da Pastena aizzò il popolo salernitano contro le ingiustizie sociali che funestavano la città. Soprattutto lottò contro i privilegi delle famiglie nobili.

Il Masaniello salernitano instillò nel popolo l’odio per i privilegiati, toccando il tasto della vendetta sociale e cavalcando l’entusiasmo che avevano provocato le voci provenienti da Napoli.

masaniello salernitano

La conquista di Salerno

Ippolito raggruppò, quindi, un esercito di soldati popolani, male armati e per nulla istruiti, e prese possesso di Salerno. Scelse di dislocare il comando della rivolta nell’antico Forte La Carnale poco lontano dal centro cittadino.

Gli spagnoli ripresero una prima volta possesso della città. Ma l’8 dicembre 1647, Ippolito marciò nuovamente su Salerno e la rioccupò. I francesi, in lotta con gli spagnoli per il predominio politico dell’epoca, appoggiarono la rivolta salernitana.

Verso Napoli

Ippolito venne nominato, dopo la morte di Masaniello, Vicario generale della Basilicata e del Principato. Si trasferì, quindi, a Napoli, dove, però, venne sconfitto dagli spagnoli. Si rifugiò, allora, a Salerno, che ormai stava per capitolare a causa della scarsità di mezzi da opporre agli Spagnoli. Ippolito sciolse l’esercito e riparò a Roma.

Masaniello Salernitano mai domo, torna alla carica

Ippolito non si dette mai per vinto, perché credeva fermamente nella causa. Si presentò sul vascello del comando della flotta francese, nel golfo di Salerno, il 9 agosto del 1648, a fianco del Comandante Tommaso Carignano di Savoia. Dopo aspri combattimenti, con l’aiuto dall’interno della città dei sostenitori di Ippolito, riuscirono a conquistare la parte nord e Vietri. La città di Cava dei Tirreni, però, oppose una strenua resistenza popolare e la riconquista completa di tutta Salerno fallì.

Ultimo tentativo e morte

Nel 1654, infine, Ippolito spalleggiato dal Duca di Guisa, tentò, con uno sbarco a Castellammare di Stabia, di agitare una nuova sommossa contro gli Asburgo, senza riuscirci.

Alcune ipotesi lo ritengono morto nel 1656 a causa della peste.

 

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