Il Museo Archeologico Provinciale di Salerno

Il Museo Aercheologico Provinciale di Salerno è uno di quei luoghi della Salerno da vedere, che molti salernitani ignorano. Situato di fronte alla chiesa di San Benedetto, nell’omonima strada, è
troppo nascosto per poterci capitare per caso. Sinceramente anche la comunicazione da parte dell’ente che lo gestisce ci appare poco incisiva se non addirittura assente. Eppure il Museo Aercheologico Provinciale di Salerno racchiude numerosi reperti di incredibile valore, primo fra tutti la famosa testa di Apollo, di cui perleremo in seguito.

La storia del museo

Nel 1927 prende vita il Museo. Dal 1964 si trasferì nel complesso storico di San Benedetto. Il primo nucleo di reperti è sistemato prima al secondo piano del Palazzo del Governo fino al 1939, e successivamente nella cosiddetta “Casina” dell’Orto Agrario. Dopo la guerra si spostò tutto nel palazzo della Provincia, dove rimase fino al 1964, quando venne definitivamente trasferito nel complesso di San Benedetto. 

La sede nell’ex monastero di San Benedetto

Il Complesso di San Benedetto risale tra il VII ed il IX secolo in epoca longobarda, . Esso era a ridosso delle mura orientali del sistema difensivo voluto da Arechi II. Nel 930 il monastero assunse il rango di abbazia.  Tra le sue mura ospitò importanti figure storiche, come l’abate Desiderio, futuro papa Vittore III e Gregorio VII, che qui morì. Il monastero fu retto negli anni da diversi ordini monastici e fu quindi soppresso nel 1807, a seguito delle leggi napoleoniche. L’abbazia divenne distretto militare, mentre la chiesa fu trasformata nel Real Teatro. La chiesa fu restituita alla Curia solo un secolo dopo. Attualmente si sono conservati diversi parti del quadriportico romanico e del loggiato rinascimentale del “Castelnuovo Reale”, appartenente al palazzo della regina Margherita di Durazzo.

Che cosa si può vedere

Il percorso inizia all’aperto, con uno spazio riservato al Lapidario. Qui sono raccolti reperti lapidei di epoca romana, tra cui statue, rilievi figurati e basi onorarie, rinvenuti in città a partire dal seicento.

All’interno, invece, l’esposizione archeologica si struttura su due piani.

Al piano terra è allestita la sezione “Provincia archeologica”, che raccoglie i più importanti reperti provenienti da tutto il territorio provinciale di Salerno, dalla preistoria all’epoca romana.

Il primo piano è, invece, quasi interamente dedicato al sito etrusco-campano sannita di Fratte. A Fratte si trova un’area archeologica databile dalla fine del VI fino al I d. C. 

Nel percorso particolare attenzione è data al mito di Eracle.

Sullo stesso piano una sala dedicata alla testa bronzea di Apollo (I sec. a.C. – I sec. d.C.), straordinario reperto divenuto il simbolo dei Musei della Provincia di Salerno.

Ad arricchire i percorsi ci sono installazioni multimediali, che ricostruiscono l’insediamento di Fratte, le antiche rotte del Mediterraneo e ripropongono l’atmosfera del ritrovamento della celebre testa di Apollo.

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