Il Palazzo della Prefettura a Salerno, o Littorio

Il Palazzo della Prefettura a Salerno segna il cambio di stile nell’architettura dell’epoca fascista. La costruzione non costituisce un elemento di bellezza, ma storicamente ha la sua importanza per la città di Salerno.

L’architettura fascista passa dallo stile neo classico a quello razionalista e questo passaggio è ben visibile nel Palazzo di Governo, o Palazzo Littorio. La differenza è evidente con il quasi coevo Palazzo di Città.

Nel 1937 il Popolo Fascista, organo di informazione del regime, pubblica in copertina il progetto – realizzato dagli Ingegneri Ricciardi, e De Angelis e dall’Architetto Amendola nel 1936, approvato dagli organi governativi e relativo al Nuovo Palazzo Littorio di Salerno.

Nell’anno XV, la più bella aspirazione del Fascismo Salernitano sarà realizzata: il palazzo del Littorio, che accoglierà in degna sede monumentale – le cui linee architettoniche recheranno l’impronta del tempo fascista gli Uffici della Federazione dei Fasci di Combattimento e di tutte le organizzazioni da essa direttamente dipendenti..

Il progetto, inizialmente prevede la realizzazione dell’opera nei pressi dello scalo ferroviario cittadino. L’ipotesi poi è abbandonata è si preferisce localizzarlo vicino al costruendo Municipio. Il progetto dell’edificio è stato redatto nel 1936 . I lavori iniziano nel 1938 e terminano nel 1941. L’anno successivo viene realizzata sulla parete orientale dell’edificio un’opera in ceramica del maestro Renato Rossi raffigurante il Sogno di Bellerofonte.

Durante lo sbarco alleato del 1943, subisce notevoli danneggiamenti e, dopo essere stato restaurato negli anni cinquanta, perse la maggior parte delle pitture e dei rilievi compresa l’opera di Renato Rossi.

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