Il Palazzo di Città di Salerno e l’Augusteo

Il Palazzo di Città di Salerno, sede del Comune, è un’opera che risale agli anni ’30. Rientra in quel generale riassetto urbanistico che in quegli anni, quelli del fascismo, apportò molte modifiche alla città vecchia. Fu quel periodo, tra le due Guerre Mondiali, di una nuova trasformazione urbanistica della città.

Per la serie Salerno da vedere, questo potrebbe essere un edificio simbolo di quel tipo di architettura, molto in voga a quel tempo, tipico stile fascista di ispirazione classica.

La storia di Palazzo di Città a Salerno

Nel 1921 Salerno contava 53mila abitanti. Era da anni, dalla fine dell’800, che si parlava di una nuova sede per la casa comunale, fino ad allora ospitata a Palazzo Sant’Antuono, detto anche Municipio Vecchio.

La città cominciò ad espandersi oltre le antiche mura che da sempre ne avevano contraddistinto l’area urbana. E così si decise di realizzare una nuova casa comunale.

L’edificio fu progettato dall’architetto Camillo Guerra allora ingegnere capo del Comune. Come primo compito ebbe proprio la progettazione dell’edificio.

In un primo momento si pensò a una ristrutturazione di Palazzo Genovese a Largo Campo. Alla fine si optò per una nuova costruzione che doveva sorgere sulla risistemazione della spiaggia di Santa Teresa e del Lungomare.

Le difficoltà progettuali

Il terreno acquistato per l’edificazione non era di forma regolare, per cui l’ingegnere Guerra dovette adattare il progetto. Soprattutto il porticato non poteva essere in linea con quello di Palazzo Natella.

Quindi dopo diverse vicissitudini legate all’esecuzione dei lavori, il 12 aprile 1936 si svolse l’inaugurazione ufficiale con l’insediamento degli uffici.

Nel 1944, quando Salerno fu Capitale d’Italia per alcuni mesi, vi hanno avuto luogo le riunioni dei governi Badoglio e, nella primavera dello stesso anno, il primo consiglio dei ministri del dopo-fascismo col Governo Bonomi.

L’interno di Palazzo di Città di Salerno

Passiamo rapidamente in rassegna gli elementi di maggior pregio presenti all’interno della Casa Comunale.

L’edificio occupa una superficie di circa 5.000 mq per quattro piani d’altezza. La corte centrale è quasi interamente occupata da uno scalone “d’onore” a due rampe, che conduceva direttamente nell’appartamento di rappresentanza del Podestà.

L’ambiente più imponente è il Salone di Ricevimento, oggi Salone dei Marmi per il rivestimento in marmi policromi, con mosaici variopinti in oro, rosso e blu, i colori della municipalità salernitana, e lampade opaline che richiamano stilizzazioni di fontane; il tutto sovrastato dal ciclo pittorico dell’artista salernitano Pasquale Avallone.

All’interno può essere ammirato il gruppo di statue in bronzo, recentemente restaurate, scolpite da Gaetano Chiaromonte. I bassorilievi in origine erano quattro e dovevano essere posti all’esterno del Palazzo, per decorare gli ampi finestroni arcuati presenti nei corpi principali sporgenti. Ne fu collocato solo uno rappresentante “La marcia su Roma“, rimosso e distrutto con la caduta del Fascismo. Gli altri tre rappresentano l’arrivo dei Normanni in città o le varie Arti e Mestieri.

Adiacente al salone vi era la Sala delle Commissioni, oggi Sala della Giunta; sul lato opposto la Sala della Consulta, oggi Sala del Gonfalone, coperto da un solaio a cassettoni in vetro-cemento; seguivano il Salotto ed il Gabinetto del Podestà; quelli del Vice-Podestà e del Segretario Generale.

Il cinema Teatro Augusteo

Il pianoterra del Palazzo di Città è occupato quasi per metà dal Cinema-Teatro Augusteo: un’ampia e monumentale sala, caratterizzata da una volta in cemento armato dai cui lacunari si diffonde la luce, capace di ospitare un pubblico di 700 persone.

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