Il Porto di Salerno, da Manfredi alla Stazione Marittima

Il Porto di Salerno è oggi una, anzi forse l’unica, azienda in città che funziona, fa fatturato e dà lavoro. Ma la storia del porto di Salerno è molto antica. La città fino al 1260 non ebbe mai un vero porto, ma era già uno scalo commerciale di una certa importanza. La gran parte delle merci, però, arrivava dai vicini scali della Costiera Amalfitana. Oggi è uno dei maggiori porti nazionali e riveste un ruolo importante per il sistema industriale e commerciale del centro-sud. 

La storia inizia con Manfredi di Svevia

Salerno è sempre stata una città mercantile e commerciale. La Fiera di San Matteo, istituita nel 1259 da Manfredi di Svevia, fu una delle più importanti del Medioevo. Essendo una città costiera, è ovvia la sua vocazione marinaresca. Una lapide conferma questa vocazione. Fu ritrovata tra i flutti accanto alle rovine dell’antico porto. Fu posta nella Cattedrale – Abside delle Crociate – per volontà dell’allora Sindaco Agostino Guarna nel 1565.

Giovanni Da Procida è l’artefice della costruzione di un nuovo porto a Salerno. Il Da Procida è Magister della Scuola Medica Salernitana, ma soprattutto consigliere di Re Manfredi di Svevia. Fu lui a convincere il sovrano della necessità di costruire un nuovo molo. Voleva fare di Salerno lo scalo principale dell’Italia meridionale per i commerci col resto dell’Italia e con l’oriente.

La lapide riporta questa iscrizione: “A.D. MCCLX Dominus Manfredus magnificus Rex Siciliae, Domini Imperatoris Friderici filius, cum interventu Domini Johannis de Procida, magni civis Salernitani, Domini Insulae Procidae e Tramontis, Cajani et Baronie Pistilionis ac ipsius Domini sotii et familiaris, hunc portum fieri fecit”. (“L’anno del Signore 1260, Manfredi, Signore magnifico Re di Sicilia, figlio dell’imperatore Federico, per intervento di messer Giovanni da Procida, grande cittadino Salernitano, Signore dell’Isola di Procida, di Tramonti, di Caiano e della Baronia di Postiglione, e amico e familiare dello stesso Re, fece costruire questo porto”).

(per queste informazioni ringraziamo Alfonso Mignone Presidente The International Propeller Club Port of Salerno)

Fino a oggi

Nel 1852 Salerno contava su un modesto “porticciolo”. Il porto era costituito da un molo che si estendeva dalla spiaggia per una lunghezza di 150 metri e da una diga di protezione della lunghezza di 75 metri orientata da scirocco a maestrale. In quell’anno i traffici raggiunsero quelli amalfitani grazie anche all’impulso stimolato dal crescente numero delle piccole industrie locali.

Agli inizi del 1900 vengono ultimati gli interventi di ampliamento. È realizzata la prima vera struttura portuale, che rappresenterà per oltre mezzo secolo il fulcro delle attività.

Ipotesi spostamento

Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, uno studio americano suggeriva di spostare il porto nella zona a est, oggi zona industriale. Ci fu una sollevazione popolare e l’idea fu abbandonata.

Una serie di lavori di effettuati dal secondo dopoguerra, ne hanno arricchito la fisionomia e l’efficienza fino a rappresentare oggi un considerevole centro di smistamento del commercio marittimo internazionale.

Le esigenze di una città turistica quale è Salerno hanno reso necessario l’utilizzo di un pezzo del porto commerciale anche per scopi turistici. Quindi il Molo Manfredi oggi accoglie le grandi navi da crociera, ha la stazione marittima, vede la partenza/arrivo di alcuni traghetti di linea. 

Criticità per la città

È inutile nascondere che avere un grande porto commerciale nel centro della città, rappresenta una criticità- Traffico di mezzi pesanti, inquinamento acustico e ambientale, sono solo alcuni dei disagi a cui gli abitanti della zona sono quotidianamente sottoposti. L’impatto ambientale e paesaggistico è durissimo, anche per la vicina Costiera amalfitana. Si studiano soluzioni tampone, come un tunnel per snellire il traffico di mezzi pesanti, ma a oggi una soluzione definitiva (es.delocalizzazione) non è allo studio, né presa in considerazione della autorità.

Condividi
ArabicChinese (Simplified)DutchEnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish