La chiesa di San Giorgio a Salerno: bellezza pura

La Chiesa di San Giorgio a Salerno è considerata da molti la più bella della città. Di sicuro è la più bella di stile barocco. Il suo ingresso passa quasi inosservato, posto tra i due portali che ospitano le caserme della Finanza e dei Carabinieri e che erano gli antichi ingressi al convento.

Faceva parte, infatti, del monastero di San Giorgio, così come le due caserme, che nel Medioevo ricopriva un ruolo importantissimo in città. Con questo monastero ebbero sicuramente rapporti la medichessa Trotula e la principessa Sichelgaita

La sua storia architettonica è molto complessa, quella che vediamo oggi fu eretta nel 1674. Basti pensare che originariamente l’ingresso era alcuni metri arretrato rispetto alla strada. La chiesa fu poi “allungata” per allinearla agli altri edifici. Punto nodale della Salerno da vedere, la chiesa merita senza dubbio una visita approfondita.

Breve storia

Il complesso di San Giorgio, di cui fa parte l’omonima chiesa, è uno dei più antichi insediamenti monastici di Salerno.  Nel XVI secolo i monasteri femminili della città vennero unificati secondo l’Ordine di appartenenza e a San Giorgio si trasferirono tutte le monache benedettine di Santa Sofia, San Michele e Santa Maria Maddalena. Fu soppresso all’inizio dell’800 in seguito ai decreti napoleonici. Sopravvisse solo la chiesa, mentre le strutture monastiche diventarono le caserme della Guardia di Finanza nel lato nord e dell’Arma dei Carabinieri a sud.

Il tesoro nascosto all’interno: gli affreschi

Per apprezzare la bellezza della Chiesa di San Giorgio a Salerno, bisogna visitarla con attenzione.

La parte più interessante dell’intera chiesa sono però gli affreschi. Le opere sono state realizzate da grandi pittori del XVII e XVIII secolo. Nella prima cappella a sinistra vi è una tela con la rappresentazione della Sacra Famiglia del 1669 di Giacinto de Populi. Segue uno spazio rettangolare preesistente alla Chiesa barocca con un affresco del XVI secolo e all’interno del quale si aprono la seconda cappella con l’affresco di Una Santa in meditazione e la terza, dedicata al culto delle sante Tecla, Archelaa e Susanna. Le sante in meditazione e la visione di suor Agnata. Tutte opere del maestro Francesco Solimena. Nella quarta cappella vi è ancora una tela del de Populi, raffigurante San Nicola da Bari.

 Tutti gli affreschi dei sottarchi delle cappelle, della navata, della cupola e del presbiterio sono opera di Angelo Solimena, padre del ben più famoso Francesco.

La quarta cappella a destra ospita ancora una tela di Francesco Solimena rappresentante San Michele, la terza una tela del de Populi con la Trinità, San Gioacchino, Sant’Anna e la Vergine Bambina. Nella seconda cappella c’è una Vergine con Bambino tra Santi del 1523 e dipinta dal grande Andrea Sabatini e la quarta ancora un de Populi con San Gregorio Magno Papa e Santi benedettini.

La controfacciata è affrescata da opere del Lama e di Angelo Solimena. Di pregio è anche la Sagrestia, posta alle spalle dell’altare maggiore, con volta a botte, elementi in stucco e affrescata da Michele Ricciardi con la sua Vergine che dà la pianeta a Sant’Idelfonso.

La chiesa nascosta nel sottosuolo

Sulla sinistra dell’ingresso vi è una porzione di pavimento semovibile che dà accesso ai resti della sottostante chiesa dell’VIII secolo, che presenta struttura absidata ed è affrescata con una teoria di Santi. Nelle rare aperture si può assistere davvero a no spettacolo stupefacente.

(molte notizie sono tratte dal sito Arcan Salerno)

 

 

 

 

 

Condividi