La chiesa di San Pietro in Vinculis a Portanova

La Chiesa di San Pietro in Vinculis a Salerno, in piazza Portanova, sorge per dare assistenza ai carcerati. La sua costruzione risale al XVI secolo. Nella piazza si svolgevano le pubbliche esecuzioni, ed ecco che si decise di far nascere una chiesa che si occupasse delle anime di quegli sventurati.
L’edificio attuale ha subito numerose manomissioni e rifacimenti. Dal 1958 è sede delle suore Figlie della Chiesa.

La grazia ai carcerati

In origine, come ricorda una lapide del 1766, era la sede dell’omonima Confraternita che svolgeva assistenza ai carcerati, considerata una delle sette opere della misericordia, ed i confratelli, di ambo i sessi, avevano la facoltà, in occasione della festività della Natività di Maria, di farne scarcerare uno di essi che si era ravveduto.

Opere d’arte

Il soffitto della chiesa di San Pietro in Vinculis, decorato da una serie di dipinti agiografici dei santi Pietro e Paolo, doveva avere una forma a cassettonato ligneo molto diffuso nel Viceregno di Napoli fra la fine del Cinquecento e gran parte del Seicento, di cui a Salerno l’unico esempio sopravvissuto è quello della Confraternita del SS. Rosario.

La tela a capoaltare è un’opera del pittore Michele Ricciardi, firmata e datata 1724, raffigurante Domine, quo vadis?, un episodio raccontato nella Legenda aurea, secondo il quale Pietro, lasciata Roma per sfuggire alle persecuzioni di Nerone, incontrò Cristo con la croce, e capì che il suo posto era insieme al suoi fedeli. Un analogo soggetto, molto più celebre, è raffigurato in un dipinto di Guido Reni alla National Galery di Londra. 

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