La chiesa di Santa Trofimena a Salerno

La chiesa di Santa Trofimena a Salerno è antichissima, ed è legata alla presenza degli amalfitani in città. Secondo le fonti, la chiesa è del IX secolo, in età longobarda. Sorge su largo Matteo D’Aiello, all’ingresso del rione Fornelle.

Una chiesa per una notte sola

Secondo una antica interpretazione, l’edificio sarebbe dovuto servire per una sola notte. Solo il tempo di ospitare le reliquie della Santa di passaggio da Salerno per tornare a Minori. Infatti le reliquie furono trafugate da Sicardo dopo aver sottomesso gli amalfitani. Radelchi, per riappacificarsi con Amalfi, decise di restituire i sacri resti. Questa storia risale al 839, più di cento anni prima che si abbiano notizie certe sulla chiesa in questione.

Il quartiere dove sorge la chiesa di Santa Trofimena a Salerno, fu la sede anche degli amalfitani deportati a Salerno, e forse furono proprio loro ad erigere l’edificio per onorare la Santa.

Sede dell’incoronazione di un normanno

La chiesa di Santa Trofimena fu importante per la città. Tanto importante che nel 1100 lo stesso duca delle Puglie e delle Calabrie Ruggiero Borsa, figlio del normanno Roberto il Guiscardo e della principessa longobarda Sichelgaita, decise di farsi consacrare lì.

Le ristrutturazioni e gli scavi archeologici

L’archeologia sembra confermare quanto ci dicono i documenti scritti: gli scavi condotti nel corso degli anni ’90 hanno rivelato un primo livello, sotto l’attuale edificio, una chiesa in stile longobardo in piena regola, con tre navate e tre absidi semicircolari, riutilizzata in seguito come cimitero.

Tra le altre cose sono stati trovati dei frammenti di affresco, oggi conservati al Museo Diocesano. I frammenti sono datati in base allo stile tra il IX e il X secolo. La chiesa è ristrutturata nel Seicento. Dopo i lavori ebbe un rivestimento barocco e l’ingresso venne spostato sul lato occidentale, opposto a quello originale. L’attuale facciata curvilinea risulta da un ulteriore rimaneggiamento ottocentesco.

L’ultimo restauro è del 2012, quando è stata discutibilmente intonacata di bianco

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