La città di Salernum ai tempi di Roma, solo labili tracce

La città di Salernum nel periodo romano oggi è solo un’idea. A volte nascosta sotto sette o più metri di strada, altre volte smembrata per costruire altro. Si ritiene che il territorio salernitano sia stato abitato fin dalla preistoria. Sono teorie, perché il primo insediamento di cui si ha traccia è quello degli Etruschi nell’area archeologica di Fratte. Questo primo nucleo rappresentava un importante avamposto strategico-commerciale per i traffici tra gli Etruschi e le vicine colonie greche di Poseidonia ed Elea.

I salernitani: indomiti guerrieri esperti soprattutto nel lancio dei giavellotti

I Romani conoscevano questa cittadina e i loro abitanti già dalla fine del III secolo a.C., quando, durante la seconda guerra punica (221-202 a.C.), Scipione l’Africano elogiò i “Salernitani” definendoli “indomiti guerrieri esperti soprattutto nel lancio dei giavellotti”.

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La città di Salernum e i romani

La colonia romana di Salernum nacque 194 a.C. come avamposto commerciale, marittimo e militare sul Mediterraneo occidentale. Trecento cittadini con le loro famiglie fondarono Salerno, come racconta lo storico Tito Livio. Nacque in in prossimità della costa, presso l’accampamento militare di Salerno. Il nucleo originario della colonia romana di Salernum era un castrum, un accampamento militare la cui ubicazione è ancora incerta. L’ipotesi più accreditata lo colloca in via Duomo o in via Indipendenza.

Solo labili tracce

Per Salerno da vedere, della città romana, Salernum, restano solo labili tracce. Quasi nulla, infatti, è sopravvissuto degli edifici della città romana in quanto inglobati, obliterati o distrutti dalle fasi medievali, moderne e contemporanee. Inoltre, i resti romani giacciono a una notevole profondità rispetto alla città contemporanea, in quanto la conformazione geofisica e l’assetto idrogeologico di Salerno hanno determinato uno sviluppo della città in verticale piuttosto che in orizzontale.

Il foro romano

In Piazza Abate Conforti dove i più ritengono sia ubicato il foro della colonia romana, il centro politico e commerciale della città. Tutto questo si deduce dal rinvenimento di uno spazio porticato ornato da statue, di epigrafi dedicate all’imperatore Costantino e alla madre Elena e dalla base di una statua eretta per decreto della città in onore del patronus Annius Mecius Graccus (IV-V sec. d.C.) per aver contribuito alla ricostruzione della città danneggiata da un’alluvione.

Il decumano maggiore, via Tasso

Dal Foro, partiva il decumano maggiore della città, che ripercorreva l’attuale Via Tasso, e che si sovrapponeva a un tratto dell’importante Via Popilia. L’importante strada collegava Roma alla Lucania e a Reggio. Salernum quindi divenne un nodo cruciale per i traffici da e per l’Italia meridionale. Non molto distante, l’attuale palazzo arcivescovile mostra chiari segni di un preesistente tempio pagano: il tempio di Pomona.

Altra traccia della città romana è la Domus ritrovata nel Vicolo della Neve.

San Pietro a Corte

Nell’attuale complesso di San Pietro a Corte in via dei Canali è possibile ammirare i resti di un complesso termale risalente al III secolo.

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Il territorio di competenza di Salernum si estendeva molto oltre i confini cittadini, e includeva anche la cittadina della Costiera Amalfitana  Minori, dove è possibile ammirare i resti della bellissima Villa Romana.

 

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