La principessa Sichelgaita signora di Salerno

La principessa Sichelgaita signora di Salerno durante il dominio normanno. Questa immagine di donna, forse un po’ sconosciuta a molti salernitani, è stata molto più di una semplice moglie. Donna forte e di grande cultura, si impose nel mondo dell’epoca.

Figlia del principe longobardo di Salerno Guaimario IV, la principessa Sichelgaita sposò Roberto il Guiscardo dopo il 1059, dopo che questi aveva divorziato dalla prima moglie. Non negò l’appoggio al marito nella conquista di Salerno contro il fratello Gisulfo II. La città capitolò dopo un assedio di otto mesi. Il marito eresse in suo onore una reggia magnifica: Castel Terracena.

Consigliera, guerriera e moglie

principessa sichelgaitaLa leggenda narra che la principessa Sichelgaita, con tanto di armatura e spada in pugno, avanzasse in battaglia al fianco del marito, come una vera condottiera. Quindi molto lontana dall’immagine di donna e moglie che si può avere di una donna medievale.

Il suo ruolo fu fondamentale nel mantenere la vecchia corte longobarda fedele al marito normanno. A suo merito va anche l’aver spianato la strada al Guiscardo nell’alleanza con il Papato. Fu infatti tra le organizzatrici del Concilio di Melfi dove Papa Niccolò II riconosce le terre conquistate da Roberto come suo legittimo possesso, lo investe del titolo di duca di Puglia e di Calabria, e gli affida il compito di riconquistare la Sicilia invasa dai Saraceni secoli prima.

Vicino al marito fino alla fine

La principessa Sichelgaita fu al fianco del Guiscardo nella campagna militare contro l’impero Bizantino. Durante la battaglia di Durazzo (1081) combatté in prima persona armata di corazza, guidando le truppe di Roberto quando queste furono inizialmente respinte dall’esercito nemico. Secondo la cronista bizantina Anna Comnena, Sichelgaita era «come un’altra Pallade, se non una seconda Atena».

Nel 1083 Sichelgaita fece ritorno in Italia insieme a Roberto per difendere papa Gregorio VII contro l’imperatore Enrico IV. Fu al fianco di suo marito in una seconda campagna contro i Bizantini, quella che costò la vita a Roberto durante l’assedio di Cefalonia del 1085.

Gli ultimi anni della Principessa Sichelgaita

Si dedicò allo studio della medicina e dell’erboristeria presso la Scuola medica salernitana, che all’epoca rappresentava un polo di eccellenza nel campo medico-officinale.

Non è storicamente confermato, ma pare fosse in ottimi rapporti con un’altra mirabile donna di quel tempo: Trotula De Ruggiero, entrambe studiose di medicina.

Tuttavia le sue conoscenze le costarono un’infamante accusa: secondo alcune fonti, Sichelgaita avrebbe tentato di avvelenare il figlio che Roberto aveva avuto dal primo matrimonio, Boemondo di Taranto, sebbene i due giunsero successivamente ad un accordo in base al quale la successione di Roberto fu attribuita al primo figlio nato dal matrimonio tra Roberto e Sicheilgaita, il futuro duca Ruggero Borsa.

Morì nel 1090 e fu sepolta nell’abbazia di Montecassino.

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