La Reggia di Arechi II a Salerno

La Reggia di Arechi II a Salerno rappresenta il punto di inizio di una storia incredibile per la città. L’inizio di quella Salerno da vedere che attrae visitatori e turisti.

Arechi, duca longobardo di Benevento, quando i longobardi del nord furono sconfitti da Carlo Magno, divenne principe dei longobardi rimasti al Sud. Nel 774 trasferì la sua residenza da Benevento a Salerno.

Una sensazione di grandiosità

Passeggiando per il centro storico, tra via Dogana Vecchia, via Da Procida e fino al complesso di San Pietro a Corte, è forte la sensazione di stare camminando in un unicum strutturale e, in realtà, è proprio così. Gli attuali palazzi che vediamo, sorgono su quella che fu la grandiosa reggia fatta costruire nel centro della città da Arechi II. Gli archi, sopra i quali i palazzi sono collegati tra di loro, rappresentano bene come doveva essere strutturata questa magnifica reggia. Purtroppo è quasi solo questo che ci rimane di quel grandioso palazzo. Solo un’idea di quella che fu la Reggia di Arechi II a Salerno, e le tracce.

Cosa vedere a Salerno. Le tracce del palazzo

Come già avviene per la città romana e per altre costruzioni di epoca longobarda e normanna, sono le tracce quelle che ci parlano di questo palazzo. Le colonne che spuntano agli angoli dei palazzi o degli archi, che segnavano il passaggio; le bifore emerse nelle murature dei palazzi durante le varie fasi di ristrutturazione; le decorazioni; gli archi dell’immenso colonnato che sorreggeva il loggiato. Oggi di quell’immensa reggia è riemerso solo l’ipogeo e la Cappella palatina, (San Pietro a Corte). Alla fine del 700 d.C. nell’area denominata Antica Corte, si ergeva un palazzo principesco che qualcuno, affermava avere ispirato la reggia di Carlo Magno ad Aquisgrana.

La Reggia di Arechi II a Salerno

Il palazzo era disposto secondo l’asse nord-sud, dal rione Barbuti fino a via Pietra del Pesce. La parte meridionale si affacciava sulle mura che davano sulla spiaggia e sul mare, all’epoca a ridosso dell’attuale Via Roma. La zona terminale era ciò che oggi è il complesso di San Pietro a Corte con la cappella palatina, che faceva parte integrante del palazzo.

Con la caduta del principato longobardo e l’edificazione del castello di Terracena, il sacrum salernitanum vetustum palatium, come lo definiva nel maggio 1119 il duca Guglielmo, andò in disuso e le sue corti furono aperte e cedute dal demanio come suolo edificatorio

Per una ricostruzione più esaustiva di ciò che era la Reggia di Arechi II a Salerno, consigliamo il sito dell’Arcan

 

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