La Scuola Medica Salernitana

La Scuola Medica Salernitana rappresenta e rappresenterà sempre il maggior vanto della città di Salerno.

Ci sono volumi e volumi dedicati a questo argomento, e non è certo questo il luogo dove poter spiegare tutto. Parliamo di una storia che ha va da IX al XIX secolo, mille anni, e che dura ancora oggi.

Possiamo dire, senza timore di essere smentiti, che è grazie a quella istituzione se Salerno fu ed è ancora conosciuta nel Mondo.

La leggenda della nascita della Scuola Medica Salernitana

Un istituzione tanto prestigiosa, non poteva che avere alla base della sua fondazione una bella leggenda.

La sua nascita risale all’Alto Medioevo, ma ci sono documenti che attestino una data precisa. Il suo inizio è fatto risalire a un racconto che è divenuto leggenda.

Un pellegrino greco di nome Pontus si fermò nella città di Salerno e trovò rifugio per la notte sotto gli archi dell’acquedotto dell’Arce. Scoppiò un temporale e un altro viandante malandato si riparò nello stesso luogo, si trattava del latino Salernus; costui era ferito e il greco, dapprima sospettoso, si avvicinò per osservare da vicino le medicazioni che il latino praticava alla sua ferita. Nel frattempo giunsero altri due viaggiatori, l’ebreo Helinus e l’arabo Abdela. Anche loro si interessarono della ferita e, discutendo, alla fine scoprirono che tutti e quattro si occupavano di medicina. Decisero allora di unirsi e dare vita a una scuola dove insegnare le loro conoscenze.

La Scuola Medica Salernitana nella storia

Le origini della Scuola risalgono approssimativamente al IX secolo. A Salerno vi erano i Longobardi, successori del principe Arechi II.

Di questo periodo le notizie sono scarse, ma l’insegnamento della medicina si tramandava ancora per via orale.

Fu tra l’XI e il XIII secolo che la Scuola ebbe il suo massimo splendore. La posizione di Salerno, porto al centro del Mediterraneo, favorisce lo scambio interculturale. La cultura latina è influenzata da quella araba e greco-bizantina. E dal mare arrivano i libri sui quali studiavano i medici salernitani. E a Salerno giunge anche il medico cartaginese Costantino l’Africano che visse nella città per diversi anni e tradusse dall’arabo molti testi di medicina.

In questo periodo la “Scuola” di Salerno cresce e si sviluppa fino a raggiungere il massimo del suo splendore. Giungevano alla Schola Salerni persone provenienti da tutta Europa, sia ammalati che speravano di essere guariti, sia studenti che volevano apprendere l’arte della medicina. Il prestigio dei medici di Salerno è largamente testimoniato dalle cronache dell’epoca e dai numerosi manoscritti conservati nelle maggiori biblioteche europee.

Le approvazioni imperiali

Nel 1231 l’imperatore Federico II: nella sua Costituzione di Melfi stabilì che solo la Scuola Medica Salernitana poteva rilasciare i diplomi per praticare la medicina. Nel 1280 Carlo II d’Angiò approvò il primo statuto in cui la Scuola veniva riconosciuta come Studium generale in medicina. Fu l’antesignana, e per qualcuno addirittura la prima università del Mondo.

Il declino

Con la nascita dell’Università di Napoli, e di a,tre università più giovani in Europa e in Italia, la “Scuola” cominciò a perdere via via importanza. Fu soppressa il 29 novembre 1811 da Gioacchino Murat in occasione della riorganizzazione dell’istruzione pubblica nel Regno di Napoli. L’ultima sede dovrebbe essere stata Palazzo Copeta.

Le rimanenti “Cattedre di Medicina e Diritto” della Scuola Medica Salernitana operarono nel “Convitto nazionale Tasso” di Salerno per un cinquantennio, dal 1811 fino alla loro chiusura nel 1861, avvenuta per ordine di Francesco De Sanctis, ministro del neonato Regno d’Italia.

La Regola della Scuola Medica.

Gli insegnamenti della Scuola hanno avuto grande diffusione grazie al Regimen Sanitatis Salernitanum .
Scritto in versi in modo da poter essere ricordato facilmente, contiene rimedi e consigli per preservare la salute uniformando la condotta di vita ai ritmi naturali del proprio ambiente e del proprio organismo: dieta, passeggiate, riposo e moderazione.

E’ un’opera collettiva, anonima, risultato della consuetudine popolare, raccolta e commentata nel secolo XIII dal medico  catalano Arnaldo da Villanova. Si presume che i primi versi siano stati scritti intorno al X secolo e il genere è quello dei tacuina sanitatis, opere a carattere enciclopedico, in cui accanto all’illustrazione degli elementi della natura, vi è quella degli alimenti, degli stati d’animo e delle stagioni, allo scopo di salvaguardare la salute mantenendo un perfetto equilibrio tra uomo e natura.

Il nucleo originale andò  accrescendosi negli anni, tanto che i 362 versi della prima edizione a stampa del 1479 diventarono circa 3520 nelle ultime edizioni. Il poema a volte viene dedicato a un Anglorum Regi, forse Roberto di Normandia, altre volte ad un Francorum Regi, dediche che se autentiche, tenderebbero a definire la sua esatta datazione. In realtà queste sono di molto successive alla sua origine.

La Summa dell’insegnamento salernitano è condensata nei versi che suggeriscono un tipo di vita  igienica e tranquilla:

“…se vuoi star bene, se vuoi vivere sano,
scaccia i gravi pensieri,l’adirarti ritieni dannoso.
Bevi poco, mangia sobriamente;
non ti sia inutile l’alzarti dopo pranzo;
fuggi il sonno del meriggio;
non trattenere l’urina, né comprimere a lungo il ventre;
se questi precetti fedelmente osserverai, tu lungo tempo vivrai.
Se ti mancano i medici, siano per te medici
queste tre cose: l’animo lieto, la quiete e la moderata
dieta…”

La rinascita di oggi?

Dopo Secoli di oblio, la Scuola di Medicina è tornata a Salerno, grazie all’Università.
 il 18 ottobre 2005 fu firmato il protocollo d’intesa per l’istituzione della facoltà di medicina.
Il 31 gennaio 2013 è stato firmato dal Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Mario Monti, il decreto per l’istituzione dell’Azienda universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona – Scuola Medica Salernitana.

Tra i personaggi fino a oggi tratatti, e legati alla Scuola Medica Salernitana, ricordiamo: Trotula De Ruggiero, Giovanni Da Procida, Matteo Silvatico

Per saperne di più, ecco alcuni link utili

Museo Virtuale della Scuola medica

La Scuola Medica sulla Rai

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