La sindone di Salerno, sacra reliquia dimenticata

La sindone di Salerno è una di quelle curiosità della Salerno da vedere, sconosciuta alla stragrande maggioranza dei salernitani. Si tratta di una copia esatta della “vera sindone” custodita a Torino. Confessiamo che anche noi ne siamo venuti a conoscenza per caso, e grazie a un grande appassionato di storia salernitana, Massimo La Rocca.

Per spiegare che cosa è la sindone di Salerno, prendiamo a prestito proprio un suo articolo uscito su un quotidiano locale. L’articolo uscì in occasione dell’ostensione della sindone, nel marzo 2015.

Articolo di Massimo La Rocca tratto dal quotidiano on line SalernoToday.

Sindone di Salerno, parla Massimo La Rocca

Tra i tanti tesori nascosti di Salerno, forse solo a pochi è noto che il Museo Diocesano San Matteo custodisce una Copia seicentesca della Santa Sindone di Torino. Quella originale è custodita nella Cappella della Sindone sotto la famosa cupola del Guarini all’interno del Duomo torinese. La Sindone piemontese è una tela di lino di cm 436 x 110. Essa lascia intravedere l’immagine frontale e dorsale di un corpo umano. La Sacra Sindone, secondo la tradizione, avvolse il corpo di Cristo per la deposizione nel Sepolcro.

Un dono di Casa Savoia?

La Santa Sindone di Salerno è un lenzuolo di dimensioni simili, cm 416 x 103, che reca impressa l’immagine del corpo di Gesù.
Essa è conservata in un Cofanetto rettangolare con copertura a cuspide. L’esterno è rivestito con velluto cremisi e decorazione giallo-oro, mentre l’interno con raso celeste. Il Cofanetto è retto da 4 pomi dorati, e il vertice del coperchio ha un motivo anch’esso dorato, che fa supporre concluso in origine da una piccola croce. Manca purtroppo ogni documentazione, su come questa Copia della Santa Sindone pervenne alle Clarisse del Convento di San Michele Arcangelo. A questo proposito di notevole interesse è la serratura del Cofanetto, che comprende una borchia sormontata da una corona regale. Potrebbe ritenersi pertanto che la Copia salernitana della Santa Sindone sia stata un dono di Casa Savoia. È noto infatti che la Venerabile Maria Francesca di Savoia, terziaria clarissa, fece eseguire diverse Copie della Santa Sindone torinese per distribuirle a Chiese e Conventi di quell’Ordine. Se tra queste sia da annoverarsi la Copia salernitana, è da ritenersi che sia stato un donativo postumo. La Venerabile si spense nel 1656, mentre sul lato sinistro della Sindone salernitana vi è l’iscrizione “Ex tracum ex originali taurinense anno 1665″(Tratto dall’originale torinese anno 1665). Tuttavia l’anno della morte di Maria Francesca ha gli stessi numeri segnati sulla Copia salernitana. Quindi non può escludersi in un errore dello scrivente.

L’ostensione da parte delle Clarisse

La Sindone di Salerno però non può ritenersi Reliquia in senso stretto. La tradizione riferisce che le singole Copie nell’atto della loro realizzazione furono tutte messe a contatto diretto con la Sindone di Torino. Sta di fatto che le Clarisse salernitane la esponevano nella propria Chiesa di San Michele Arcangelo. L’ostensione avveniva ogni anno nel periodo della Settimana Santa ed era considerata una Sacra Reliquia. Ancora oggi non mancano Salernitani che ne ricordano l’Ostensione, fatta con una cerimonia di grande solennità, che richiamava una notevole folla.

I fatti del 1978

È merito del Museo Diocesano di Salerno l’averla custodita fino ad oggi, dopo la chiusura del Convento di San Michele nel Centro Storico. Fu data notizia della Sindone salernitana nel 1978, in occasione delle ricerche scientifiche sull’originale torinese. In quell’anno Monsignor Gaetano Pollio Arcivescovo di Salerno (1969-1984) dispose che fosse esposta per l’intero mese di ottobre. La sindone fu ritirata per non comprometterne l’iconografia a causa dell’esposizione alla luce.

La descrizione e i cenni storici relativi al Telo Sindonico salernitano, contenuti in questa missiva, sono tratti da uno scritto del compianto Direttore del Museo Diocesano di Salerno Mons. Arturo Carucci, alla cui memoria l’articolo in questione viene dedicato.

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