La Villa Comunale di Salerno, giardino dei ricordi

Salerno da vedere non può prescindere dalla Villa Comunale di Salerno. Nasce proprio di fianco al Teatro Verdi, Come se ne fosse parte, o viceversa. Da tutti è considerato il giardino della città, e così fu pensato da chi lo volle, nel 1870. Era il biglietto da visita della città per chi proveniva da nord, da Vietri Sul Mare.

Ricordi di bambini

Per chi ha abitato nel Centro Storico, per i bambini di ogni epoca, la Villa Comunale di Salerno ha significato sempre molto. Il fresco nelle calde giornate estive; il gelato al limone al chiosco; le partite a pallone interrotte da un solerte vigile urbano; il primo bacio a una ragazzina. Oggi è soprattutto un piccolo salotto per famigliole e anziani in cerca di tranquillità. Ma è anche lo scenario degli allestimenti più suggestivi della kermesse Luci d’artista.

Storia della Villa Comunale di Salerno

Intorno al 1870 l’architetto Casalbore, lo stesso che nel 1851aveva restaurato la villetta dei Due Principati, presentò un progetto per la costruzione dei giardini pubblici in quell’area progressivamente sotratta al mare nel corso dei secoli.

Furono eseguiti una serie di lavori di sistemazione e apposte colonnette e fili di ferro intorno alle aiuole tra il 1875 e il 1880. Il consiglio comunale, nel 1889, decide di eliminare l’aiuola orientale dei giardini prospiciente il teatro La Flora per consentire il pubblico passeggio. La costruzione del teatro e della villa animarono il quartiere che divenne uno dei luoghi più alla moda della Salerno ottocentesca. Con la costruzione del palazzo della Prefettura, la villa, che all’epoca arrivava fino a palazzo Edilizia, fu ridotta. (wikipedia)

Il restauro moderno

Dopo un periodo di abbandono, nel 1997 fu effettuato un intervento di restauro botanico e architettonico particolarmente prestigioso. Ci fu l’ampliamento dell’area verde, radicalmente riqualificata con l’innesto di nuove piante legate alla cultura mediterranea e il restauro della fontana centrale e degli altri monumenti. Si è provveduto, inoltre, al ridisegno dei viali, al recupero delle antiche panchine in ferro battuto, al rifacimento di tutta la pavimentazione e alla pedonalizzazione di via D’Agostino. Un impianto di filodiffusione, dal design particolarmente integrato all’architettura del luogo, dovrebbe accompagnare le passeggiate in Villa di tutti i visitatori, ma è quasi sempre non funzionante.

Di particolare interesse, all’interno della Villa, la Fontana detta di don Tullioche rientra di diritto nell’0itinerario di cosa vedere a Salerno.

 

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