L’Archivio di Stato di Salerno, l’antico tribunale

L’archivio di Stato di Salerno, in piazza Abate Conforti, fu il tribunale della città fino al 1934, anno di costruzione del nuovo palazzo di giustizia. Infatti, quella zona della città è ancora chiamata “sopra i tribunali”.

Durante l’età aragonese vi aveva sede la Regia Udienza, magistratura con competenze giudiziarie, amministrative e militari. Anche nelle epoche successive non ha mutato la sua funzione.

Il palazzo in cui ha sede, anche se dall’esterno non attira particolarmente l’attenzione dei visitatori, risale al XV secolo.

Nel palazzo si tennero anche numerosi processi legati ai moti insurrezionali del 1820 e quelli del ’48. In una delle celle, si racconta, che sia stato prigioniero anche Giovanni Nicotera, compagno di Pisacane nello sbarco a Sapri, avvenuta nel 1857.

Anche dopo l’Unità d’Italia l’edificio conservò la sua destinazione di sede giudiziaria ed ospitò il Tribunale Civile e Correzionale, che aveva ereditato le competenze della Gran Corte Criminale e del Tribunale Civile del periodo borbonico. Nello stesso tempo vi fu alloggiata anche la Corte d’Assise.

L’archivio di Stato

Nel 1934 divenne sede dell’Archivio Provinciale (in seguito Archivio di Stato), alloggiato, fino a quel momento, nel Palazzo d’Avossa in via Botteghelle.

Il Patrimonio dell’Archivio di Stato di Salerno è costituito dall’insieme della documentazione conservata e dai suoi fondi librari, che fanno parte del patrimonio dello Stato. Consiste in circa centomila pezzi di documentazione cartacea e più di mille pergamene, oltre ad una biblioteca di circa ventiquattromila volumi. Del patrimonio documentario fa parte sia il carteggio prodotto dagli organi periferici dell’amministrazione dello Stato, aventi sedi nella provincia, che la documentazione di provenienza non statale: archivi notarili e archivi privati.

La documentazione è suddivisa in due fondi, quello di provenienza statale e quello di provenienza non statale.

Il primo è strutturato su tre periodi storici: Antico Regime (con datazione fino al 1806); Decennio Francese e Restaurazione (dal 1806-1815 e 1815-1860); Periodo Post-Unitario (dal 1860).

Il secondo comprende materiale di provenienza comunale, provinciale, medica, religiosa, notarile e privata. (fonte Arcan Salerno)

La cappella di San Ludovico

Nel corso del 2009 si sono conclusi i lavori per il restauro della Cappella di San Ludovico, facente parte dell’Archivio di Stato di Salerno.

L’ambiente, decorato con affreschi, risale al XIII secolo. Si tratta di una scoperta di grande rilievo. Il restauro ha restituito alla città un frammento del proprio passato, gettando nuova luce sul patrimonio artistico della Salerno angioina. Della cappella con il titolo di San Ludovico si trova menzione in alcuni rogiti notarili: essa era dislocata sotto il palazzo dei Guarna, precedentemente appartenuto ai della Porta che, essendosi macchiati del reato di ribellione, videro confiscati i loro beni da Roberto Sanseverino, principe di Salerno. Nel Cinquecento il palazzo divenne sede della Regia Udienza e nella cappella si celebravano le funzioni religiose per i carcerati. Nel XVII secolo essa fu intitolata a San Leonardo. Nella cappella è venuto alla luce un affresco trecentesco raffigurante San Ludovico d’Angiò, figlio secondogenito di Carlo II lo Zoppo e di Maria d’Ungheria, vissuto nella seconda metà del XIII secolo. (fonte Wikipedia)

APERTURA

Giorni di apertura: dal Lunedì al Sabato (chiuso la Domenica)

Orario di apertura invernale (1 Settembre / 18 Luglio): 7.40 – 18.40 (dal Lunedì al Venerdì); 7.40 – 13.40 (Sabato)

Orario di apertura estivo (18 Luglio / 31 Agosto): 7.40 – 13.40 (Lunedì, Mercoledì, Venerdì e Sabato); 7.40 – 16.40 (Martedì e Giovedì)

Ingresso: Libero e Gratuito

Condividi