Le Cotoniere di Fratte, e Salerno fu come Manchester

Le Cotoniere di Fratte oggi a Salerno ricordano solo un grosso centro commerciale, l’ennesimo. Nella storia di Salerno, però, hanno avuto un ruolo fondamentale, soprattutto per la sua economia e per l’impatto lavorativo. La città divenne nota in tutta Europa per i suoi tessuti, tanto da essere definita la Manchester italiana.

Il nome completo era Manifatture Cotoniere Meridionali, meglio nota come MCM e riuniva diversi stabilimenti diffusi soprattutto nell’Agro Nocerino Sarnese.

Intuizione svizzera

A spingere alcune famiglie svizzere a impiantare nel sud Italia le loro fabbriche contribuirono diversi fattori. Siamo agli inizi del 1800, durante il regno di Giacchino Murat. L’embargo disposto dal Regno di Napoli ai prodotti di alcune potenze straniere, spinse gli svizzeri a impiantare direttamente sul luogo la loro produzione. Nel sud Italia c’erano i fiumi necessari per far muovere i macchinari, la forza lavoro ed estese coltivazioni di cotone. Tutto il necessario per avviare una grande produzione.

La famiglia Wenner a Salerno

Federico Alberto Wenner, un industriale svizzero, giunto a Salerno nel 1829, fonda insieme ad altri suoi connazionali le industrie tessili di Fratte.

Nel 1837 la società di Wenner ava lavoro a 200 operai a Salerno, 1400 a Nocera Inferiore e 1000 ad Angri.

Introdusse lo stampaggio dei tessuti

Ma la novità che introdusse nei suoi stabilimenti, quindi anche nel le Cotoniere di Fratte, fu lo stampaggio dei tessuti di cotone che suscitò l’interesse dello stesso re Ferdinando II che volle rendersi conto personalmente di questo nuovo procedimento facendo visita alle fabbriche della valle dell’Irno il 18 maggio 1837.

Partecipò alla prima esposizione mondiale di Londra del 1851, dove la sua azienda, ottenne un grande successo.

Le Cotoniere di Fratte e l’Unità d’Italia

Alla crisi provocata nel 1861 con l’Unità d’Italia alle industrie dell’ex Regno delle Due Sicilie, che avevano beneficiato del sistema protezionistico dei Borboni, Federico Alberto Wenner rispose con autentico spirito imprenditoriale aumentando il capitale a 620.000 ducati (pari a 2.635.000 lire dell’epoca) e contemporaneamente riorganizzando da cima a fondo la sua azienda.

Il passaggio del testimone e la nazionalizzazione

Nel 1875 la gestione delle Cotoniere di Fratte passò ai figli Giulio e Alberto Wenner.

Saranno prima questi e poi Roberto e Federico a portare avanti e dare maggiore impulso alle industrie tessili di Fratte di Salerno, divenute poi le MCM, Manifatture Cotoniere Meridionali che, insieme ad altre del settore, verranno nazionalizzate nel 1918.

Nel 1930 le MCM vengono acquisite dal Banco di Napoli. Nel 1970 dall’ENI. Poi dal 1995 in mano ai privati per la riqualificazione dell’area.

Nella palazzina stile liberty, che ospitava gli uffici del le Cotoniere di Fratte, nasce il museo dell’azienda.

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