Palazzo Genovese a Salerno, gioiello barocco a Largo Campo

Palazzo Genovese a Salerno, situato in Largo Sedile del Campo, rappresenta forse uno dei palazzi signorili di maggior impatto. Sicuramente è anche perché si apre su una piazza, rispetto ad altri che invece insistono in strade strette, come ad esempio Palazzo Ruggi e Palazzo Conforti, oppure Palazzo Copeta. Quindi se qualcuno chiedesse Cosa vedere a Salerno dovremmo indicare questo luogo senza dubbio.

Il Palazzo, nel quale oggi si tengono mostre ed esposizioni, incombe sulla piazza sede della Movida salernitana, con il suo portale che lascia a bocca aperta. In pochi si accorgono di questa meraviglia, molto presi da altre questioni. Su questa stessa piazza si trova anche la famosa Fontana dei Pesci attribuita al Vanvitelli. Opere che contraddistinguono questa parte di città e che rientrano nella Salerno da vedere.

palazzo genovese a salerno

Architettura barocca, ma non troppo

Prima opera giovanile dell’architetto napoletano Mario Gioffredo, è un gioiello barocco di notevole fattura.

La struttura è ancora strettamente legata a quella dei maestri. Il portale, infatti, è un tipico esempio delle invenzioni solimenesche con il timpano spezzato, mentre l’ampia scala con la parete traforata da voluminose aperture riprende chiaramente la realizzazione di Ferdinando Sanfelice nell’omonimo palazzo a Napoli, come già aveva colto il Blunt. Ciò lascia emergere un’evidente contraddizione fra l’esterno del palazzo che, come già aveva colto il Gambardella, non raccoglie le istanze “sanfeliciane” e il suo interno raccordato proprio sulle realizzazioni dell’architetto napoletano. L’esterno del palazzo, fatta eccezione per il portale, non concede molto al fastoso decorativismo di finestre e balconi, che caratterizza il barocco napoletano, mentre sembra dettata da un più misurato classicismo.

interno palazzo genovese a salerno

Storia di Palazzo Genovese a Salerno

Da documentazioni ritrovate recentemente, risulta che l’edificio sia stato realizzato in luogo di uno dei palazzi della nobile famiglia dei Pinto. Poi ceduto ai Padri Teresiani che ne promossero una prima ristrutturazione con ampliamento (1724). Quindi gli stessi Teresiani concessero al barone di Montecorvino, Matteo Genovese, l’enfiteusi perpetua della “casa palaziata” per un canone annuo pari a 165 ducati, e l’obbligo di investire 4.000 ducati in opere di restauro.

Altri documenti parlano di una demolizione, probabilmente a causa di un crollo causato da un sisma nel 1730.

Dall’insieme della documentazione risulta che i lavori iniziarono nel 1744 e nell’agosto del 1745 era in via di realizzazione il portale. L’edificio subì notevoli danni durante lo sbarco alleato (Sbarco a Salerno) nel settembre del 1943, quando era adibito a scuola media. Rimase a lungo in stato di abbandono. Fu restaurato nel 1994 e da allora parte dei locali terranei sono utilizzati per mostre ed esposizioni.

 

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