Palazzo Pinto a Salerno e l’Arco Catalano

Palazzo Pinto a Salerno si trova nel cuore antico della città, in via dei Mercanti, l’antica “Drapperia”. Oggi come allora, la strada è nota per i suoi negozi di abbigliamento, all’epoca erano solo stoffe.

Questo Palazzo, che al primo piano ospita la Pinacoteca Provincialeè una tappa fondamentale della Salerno da vedere.

La famiglia Pinto appartiene alle nobili casate normanne, e si insediò a Salerno prima del 1200. Il ramo che si stabilì nel Palazzo, è imparentato con quello che invece si insediò a Palazzo Genovese a Largo Campo.

L’edificio fu la residenza dei Pinto fino all’inizio del XX secolo quando, dopo la morte dell’ultimo discendente, è passato con lascito testamentario all’Amministrazione Provinciale e all’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Dal 1910 al primo piano ha ospitato la biblioteca provinciale fino al 1961. Il 15 marzo 1944, durante i giorni di Salerno Capitale, a palazzo Pinto fu fondato l’Istituto Superiore di Magistero di Salerno, primo passo della rinascita degli studi universitari della città, voluta da Giovanni Cuomo. Dal sisma del 1980 e poi negli anni 2000, l’edificio è stato oggetto di interventi di puntellamento e di restauro.

Dal 2001 vi ha sede la Pinacoteca Provinciale, mentre dal 2012 è fruibile una delle corti interne, quella descritta come Arco Catalano.

L’arco Catalano di Palazzo Pinto a Salerno

Dai recenti lavori di consolidamento strutturale e recupero emergono altri tasselli di un mosaico di opere di grande valore architettonico e artistico.

Poco prima dell’ingresso principale del palazzo c’è una corte antica, su cui si affaccia un grande arco catalano databile al XV secolo, che ha rari eguali nel salernitano e in tutto il Sud Italia.

Un arco in pietra di finissima lavorazione, realizzato da maestranze maiorchine, giunti sul posto per completare le decorazioni della dimora. È la testimonianza di un fervido rinascimento culturale che si ebbe durante il regno di Alfonso di Aragona.

Durante il XV secolo Napoli ed il suo regno vissero un Rinascimento, diverso da quello del centro-nord italiano, in cui lo stile del gotico internazionale si intreccia profondamente con le influenze normanne, moresche e fiorentine. Questo intreccio di stili che si ritrova nei tanti ambienti del palazzo salernitano composto di numerosi ed ampi loggiati ed archi in pietra.

Il più maestoso di questi archi, realizzato in piperno, è affacciato proprio sulla corte interna ed è contornato da due capitelli realizzati finemente decorati con motivi floreali che, per l’accurata fattura, richiamano gli interventi delle eccelse maestranze iberiche. (da Arcan Salerno)

L’ingresso della casa nobile conserva resti di colonne, fregi, archi e alcuni pezzi di Fontana di Tercinale. All’interno del corridoio, sul lato sinistro, quasi nascoste ci sono le scale di accesso, queste scale molto probabilmente non sono state sostituite da successivi lavori di restauro, ampliamento e ristrutturazione, perché non si vuole abbattere il balcone che si affaccia verso il mare.

 

 

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