Palazzo Ruggi d’Aragona a Salerno in via Tasso

Palazzo Ruggi d’Aragona a Salerno lo troviamo inoltrandoci lungo Via Tasso, nel Centro Storico. Salerno da vedere parte dall’antico decumano maggiore della Salerno romana. Ma via Tasso è anche la strada che  tra XIV e XVI secolo diventa il centro della città. Qui risiedevano, infatti, le famiglie nobili e più importanti, e tra queste, appunto, i Ruggi. In questa via sorgevano i palazzi più importanti, come ad esempio Palazzo Conforti, di cui abbiamo già parlato.

La Famiglia Ruggi d’Aragona

La famiglia Ruggi è di origine normanna, ascritta nel Patriziato della città di Salerno.  Inizialmente il cognome era soltanto Ruggi: l’appellativo “d’Aragona” venne ad essa conferito il 3 luglio del 1500 dal re Federico d’Aragona con un editto reale. Approfondimento sulla famiglia Ruggi d’Aragona

Il Palazzo Ruggi d’Aragona a Salerno che ospitò l’imperatore Carlo V

Il palazzo è fatto di due sezioni: quella meridionale che costeggia i “Gradoni della Madonna della Lama” e quello settentrionale (dovuto ad un’espansione successiva) che si estende quasi fino a via Trotula De Ruggiero. I due blocchi o sezioni sono divisi dall’antica via Tasso e sono collegati tramite un’alta galleria su cui sorgono diverse stanze. Storicamente questo luogo è noto per aver ospitato, nel 1555, l’Imperatore Carlo V di ritorno da Tunisi, ospite del Principe Ferrante Sanseverino. L’attuale configurazione è opera di una ristrutturazione settecentesca, realizzata anche questa dall’architetto Ferdinando Sanfelice. A oggi risulta ancora in fase di ristrutturazione, nonostante sia la sede della “Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Salerno e Avellino”.

La fontana del Nettuno

Palazzo Ruggi d’Aragona a Salerno è considerato uno dei luoghi più suggestivi e di maggiore interesse per i turisti di passaggio, diretti al Giardino della MinervaA contribuire alla sua bellezza, c’è anche la Fontana del Nettuno, risalente agli anni ’30 del ‘900. Costituita da una vasca semicircolare, è abbellita sul davanti da uno stemma a cartoccio con un leone rampante. Sulla vasca della fontana si apre una nicchia ampia con pareti di pietra grezza a simulare una grotta; nella cavità centrale è inserito un gruppo raffigurante divinità e mostri marini, mentre al centro è posto il dio Nettuno.

Un monumento quasi invisibile

Al momento in cui scriviamo, a causa dei lavori di manutenzione che interessano il palazzo da anni, ed è quasi assurdo visto che è la sede della Soprintendenza, molte delle sue bellezze non sono visitabili. La stessa fontana del Nettuno versa in condizioni di abbandono, e la si può vedere solo attraverso il cancello, o magari se si ha la fortuna di trovare aperto. Sarebbe bello che potesse annoverarsi tra cosa vedere a Salerno.
 
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