Roberto il Guiscardo Salerno e i normanni

Roberto il Guiscardo Salerno e i normanni sono termini inscindibili per la storia della città. Ma è soprattutto legata alla figura di Roberto d’Altavilla, detto il Guiscardo, che la storia salernitana diventa quasi leggenda e la città diventa una capitale importante nel mondo medievale.

Per chi fosse interessato alla storia cronologica del Guiscardo, rimandiamo alla pagina di Wikipedia a lui dedicata. A noi in questa pagina interessa parlare di lui e della città, ma soffermandoci solo su alcuni aspetti.

Un matrimonio d’amore e di interesse

Roberto il Guiscardo, dopo aver annullato il matrimonio con la prima moglie perché consanguinei, sposò la principessa Sichelgaita di Salerno, all’epoca ventiduenne. Un matrimonio d’amore, certamente per quello che poi accadde in seguito, ma anche di interesse. Il guerriero normanno entrava di diritto nell’aristocrazia longobarda, e di fatto univa i due popoli.

Questa è una storia d’amore divenuta leggenda, perché la principessa longobarda, una guerriera nell’indole e nei fatti, seguiva il marito nelle sue battaglie, cavalcando ella stessa al suo fianco. Un amore vissuto fino all’ultimo momento, fino alla morte del grande guerriero.

Il braccio armato della Chiesa

La Chiesa in quegli anni era stto lo schiaffo dell’imperatore Enrico IV, soprattutto per quanto concerne la cosiddetta “lotta per le investiture”. Il Papa Gregorio VII vide in Roberto un’ancora di salvezza, un baluardo della fede. Il Guiscardo divenne vassallo del Papa, che a sua volta accettò la politica espansionistica del normanno.

Roberto il Guiscardo Salerno e i normanni

Dopo aver conquistato e liberato gran parte dei possedimenti dell’Italia meridionale dai bizantini e dai saraceni, pose Roberto il Guiscardo Salerno nel mirino. Mise la città del cognato Gisulfo II sotto assedio per otto mesi, e alla fine i longobardi dovettero arrendersi per fame. Il Guiscardo fu accolto come un principe dalla cittadinanza.

Salerno divenne così il centro più importante dei territori normanni, che si estendevano sull’intera Italia meridionale, comprese la Sicilia e Malta, strappate agli Arabi.

Una reggia magnifica e una cattedrale superba

Il Guiscardo, insediatosi a Salerno, fece erigere una magnifica reggia, Castel Terracena, della quale purtroppo oggi non restano che vaghe vestigia.

A lui si deve anche la costruzione della cattedrale, voluta per celebrare la propria potenza. Il Duomo fu consacrato dal papa Gregorio VII, che risiedeva in esilio a Salerno sotto la protezione del duca. La chiesa fu dedicata San Matteo, a seguito del ritrovamento sotto la precedente cattedrale delle spoglie mortali del santo.

Gregorio VII

Il Guiscardo aveva liberato Papa Gregortio VII da Roma, dove era sotto assedio da parte del truppe imperiali di Enrico IV. La battaglia durò tre giorni, e i normanni misero la città a ferro e fuoco e la saccheggiarono. Il Papa morì esule proprio a Salerno.

La morte del Guiscardo

Tornò in Oriente per riconquistare alcuni territori perduti da suo figlio Boemondo. Il Guiscardo rioccupò l’isola di Corfù e mise sotto assedio Cefalonia. Durante quest’ultima battaglia, colto da una violenta febbre, morì il 17 luglio 1085 all’età di circa 60 anni.

Il suo corpo fu portato a Brindisi per le onoranze funebri e poi a Venosa dove fu sepolto nella chiesa della Santissima Trinità, nella stessa tomba dove riposano anche altri illustri membri della Casa d’Altavilla.

Fu un peccato che all’epoca non lo seppellirono nella capitale del suo regno, a Salerno. Roberto il Guiscardo Salerno sarebbe stato un connubio eterno.

Sottolineiamo che accanto a lui, anche in quell’ultima impresa, c’era la Principessa Sichelgaita.

Il più grande senza riconoscimenti

Nella storia della città, resta a nostro avviso una delle figure principali, se non quella più importante insieme ad Arechi II. Alla sua morte il potere passò prima a Palermo e poi a Napoli, e Salerno cominciò il suo declino. Ma grazie a lui la città, la sua potenza e le sue bellezze furono note in tutto il mondo conosciuto. In città c’è poco o nulla che lo ricorda come si dovrebbe. Anni fa furono proposte delle iniziative da alcuni ottimi cultori di storia locale, ma nulla è stato fatto. La speranza è che questa importante figura storica non vada dimenticata, così come il ruolo di Salerno, che già oggi non compare per nulla, ad esempio, nei libri di storia scolastici che parlano di quel periodo.

Segnaliamo che al tempo del Guiscardo visse a Salerno anche la prima donna medico della storia Trotula De Ruggiero

Trovato in rete

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