Salerno capitale, 5 mesi per l’Italia

Salerno Capitale, una definizione usata e abusata, spesso anche a casaccio. È sicuramente un vanto per la città, essere stata sede del Governo durante la guerra, dopo l’armistizio. Ma che cosa accadde davvero?

Salerno dall’11 febbraio al 15 luglio 1944 fu sede provvisoria del governo italiano. Per un periodo di cinque mesi della storia d’Italia, durante la seconda guerra mondiale, in città si riuniva l’esecutivo provvisorio. Governo che aveva potere sul territorio italiano liberato dagli Alleati.

Salerno fu capitale esecutiva e legislativa, come lo fu prima Brindisi, ma non fu mai proclamata capitale costituzionale. Formalmente fu sempre Roma la capitale d’Italia.

Verso Salerno Capitale

Nel settembre del 1943, durante la seconda guerra mondiale, la città di Salerno (e la costa del suo golfo, fino ad Agropoli) fu teatro del cosiddetto Sbarco di Salerno. L’operazione aprì agli Alleati la costa tirrenica della penisola italiana e la strada per avanzare verso Roma.

La svolta di Salerno

Nel periodo che seguì lo sbarco (specificamente dall’11 febbraio 1944) la città ospitò i primi governi dell’Italia post-fascista e la famiglia reale. Quindi divenne di fatto Capitale fino a dopo la liberazione di Roma (5 giugno 1944). In questo frangente si ebbe la cosiddetta Svolta di Salerno, con cui gli antifascisti, la monarchia e Badoglio trovarono un compromesso per un governo di unità nazionale. Il re Vittorio Emanuele III alloggiava a Villa Guariglia a Vietri.

Ivanoe Bonomi, divenuto Presidente del consiglio il 18 giugno 1944, sostituì Pietro Badoglio e realizzò con Togliatti la Svolta di Salerno. Questa “Svolta” dei comunisti italiani (per creare un governo di unità nazionale) fu fatta da Togliatti giustificando l’ingresso del PCI nel governo Badoglio con la necessità di rafforzamento della guerra contro i tedeschi, della democratizzazione del paese e della realizzazione dell’unità del popolo italiano contro il progetto inglese di un’Italia debole nel Mar Mediterraneo.

I luoghi del Governo

A Salerno la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’Interno ed il Ministero dell’Educazione Nazionale furono ospitati nel “Palazzo Comunale“, mentre il Ministero dei lavori Pubblici e quello dell’Agricoltura e Foreste andarono nel “Palazzo Natella” del centro storico, che ospitava anche gli uffici di collegamento con il Ministero della Marina e con quello della Guerra. Il Ministero di Grazia e Giustizia fu ospitato nel “Tribunale cittadino“; il Sottosegretariato delle Poste e Telegrafi fu al “Palazzo delle Poste“, il Ministero degli Esteri al “Palazzo Barone“, il Ministero delle Finanze presso l’edificio delle Corporazioni; il Ministero dell’Industria e Commercio era invece sistemato a Vietri sul Mare nelle scuole elementari locali.

Due ministri salernitani

L’11 febbraio 1944 si trasferì a Salerno il primo governo di Pietro Badoglio (Governo Badoglio I), a cui parteciparono due ministri salernitani: Raffaele Guariglia agli esteri fino all’11 febbraio 1944, e da quella data Giovanni Cuomo all’educazione nazionale.

Ritorna l’Università a Salerno

Il ministro Cuomo, durante il Governo Badoglio II, ottenne la creazione del “Magistero” di Salerno con sede a Palazzo Pinto nell’antica “Via dei Mercanti”. In questa forma si concretizzò la rinascita degli studi universitari a Salerno. Cuomo infatti riuscì a far aprire a Salerno una Facoltà di Magistero. Tale Facoltà, in seguito a lui dedicata, divenne il nucleo costitutivo della risorta Università di Salerno.

Ritorno a Roma

Roma fu liberata dai tedeschi il 4 giugno 1944. Il governo continuò a riunirsi a Salerno fino al 15 luglio 1944, quando effettivamente si trasferì a Roma. Terminò così l’esperienza di Salerno Capitale.

Insediamento_governo_Badoglio_a_Salerno_1944

 

 

 

 

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