Salerno longobarda

La Salerno longobarda prende vita dopo il l’anno 640. Fino a quel momento il Castrum di Salernum era sotto il controllo bizantino.

Il duca di Benevento Arechi I intraprese una guerra contro i bizantini che nel anno 620 lo portò a conquistare Salerno e ad annetterla al ducato di Benevento.


Longobardia Minor

La Longobardia Minor, cioè i longobardi del Sud Italia, erano divisi da quelli del Nord dai territori bizantini. Si può dunque dire che il ducato di Benevento fosse totalmente autonomo dall’autorità del re dei Longobardi Agilulfo.

La città di Salerno fu retta poco dopo da Grimoaldo I (Anno 646) e divenne il capoluogo di un vasto gastaldato, i cui confini raggiungevano a sud il fiume Sele, a nord le località di Fisciano e di Penta.

Arriva Arechi II e la città cambia

La situazione dalla Salerno longobarda mutò con l’ascesa al potere del principe Arechi II.

arechi principe longobardo di salerno

Egli fu nominato duca di Benevento dal re Desiderio nell’Anno 758. Dopo la vittoria di Carlo Magno nel 774 e la fine della Langobardia Maior, Arechi assunse il titolo di princeps, proponendosi come l’erede delle tradizioni, della cultura e dell’identità nazionale del popolo longobardo.  
Nel Anno 774 il principe di Benevento Arechi II decise di trasferire la sua corte a Salerno. La città acquistò importanza e furono edificate numerose opere, tra cui la sontuosa reggia. All’edificio a cui si affiancava la Cappella Palatina (Chiesa di San Pietro a Corte). Furono soprattutto rafforzate le difese della città, e rafforzato il Castello sul monte Bonadies. Accanto e lui, e valente aiuto in campo politico, vi fu la moglie Adelperga.

Grimoaldo figlio di Arechi

Dopo la morte di Arechi II, Salerno continuò a essere sede dei principi. Il figlio Grimoaldo III era ostaggio di Carlo Magno. Ottenne da Carlo l’autorizzazione a rientrare nel principato e assumerne la corona a patto che giurasse fedeltà ai Franchi. Grimoaldo, almeno all’inizio, mantenne la promessa. Successivamente si riavvicinò ai Bizantini provocando la guerra contro i Franchi tra l’800 e l’803. Con la morte di Grimoaldo III nell’806 si spense la dinastia arechiana e, non avendo lasciato eredi, il regno passò a Grimoaldo IV (806-817) stolesaiz, che rivestiva la carica di capo delle guardie nel palazzo principesco.

Da Grimoaldo a Sicardo

Grimoaldo IV stolesaiz fu assassinato da membri della corte principesca, Dauferio, Sicone gastaldo di Acerenza e Radelchi gastaldo di Conza. A Benevento si scatenò una sanguinosa lotta per la successione.

Ad avere la meglio è Sicone che intraprende una politica espansionistica e aggressiva. Tra le sue vittime c’è la città di Amalfi, con conseguente deportazione di molti amalfitani proprio nella città di Salerno. E fu così che nacque il quartiere degli amalfitani.

Nasce il principato di Salerno

Nell’839 Sicardo, figlio di Sicone e principe di Benevento, fu assassinato in una congiura ordita dal suo tesoriere Radelchi e dagli amalfitani. Il popolo di Salerno, in opposizione a Radelchi, proclamò principe il fratello di Sicardo, Siconolfo, aprendo di fatto una lotta per la successione. Lo scontro fra i due pretendenti si protrasse per oltre dieci anni, nei quali Siconolfo trasferì a Salerno la capitale del principato beneventano. 
Nell’849 Radelchi riconobbe a Siconolfo il possesso di tutta la parte costiera del Ducato affacciata sul Tirreno e lo Jonio. Si sanciva così l’indipendenza del nuovo Principato di Salerno dal dominio beneventano. Fu così Siconolfo il primo principe di Salerno.

Salerno capitale

Salerno longobarda divenne capitale del nuovo principato. Questo nuovo ruolo portò ad una nuova stagione di costruzioni di prestigio in città. Nell’865 il principe Guaiferio fondò tra l’861 e l’865 nel Plaium Montis la sua residenza e la chiesa di San Massimo. La chiesa oggi è ancora esistente nell’attuale palazzo San Massimo ma inglobata in un istituto scolastico.

Opulenta Salernum

Il principe Guaimario IV, nella prima metà dell’anno 1000, annesse anche Amalfi, Sorrento, Gaeta ed il Ducato di Puglia e Calabria, cominciando in tal modo ad ipotizzare un regno che comprendesse tutta l’Italia meridionale. Opulenta Salernum fu la dizione coniata sulle monete che erano battute dalla città per i suoi traffici nel X e XI secolo, a testimonianza del momento di particolare splendore.

La città diviene un centro di potere, economico e culturale di primo piano nel Mezzogiorno. Fu la prima capitale di quasi tutto il Sud Italia.

La fine dei longobardi e l’ascesa dei normanni in città

principessa sichelgaita
Roberto il Guiscardo e la principessa Sichelgaita

La Salerno longobarda comincia il suo declino, proprio nel momento di massimo splendore e potere. Poco prima dell’anno 1000 fanno la loro comparsa in Italia i mercenari normanni. Guaimaro proprio con questi ultimi strinse un forte alleanza. Lo scopo era di respingere innanzitutto gli assalti dei saraceni che imperversavano nel Mediterraneo. Quindi di cautelarsi contro eventuali colpi di mano contro il suo potere.

L’alleanza culminò con il matrimonio della figlia, la principessa Sichelgaita, con il condottiero normanno Roberto il Guiscardo.

In questo periodo la fama della Scuola Medica Salernitana raggiunse tutta l’Europa.

Nel 1052 a Guaimario succedette il figlio Gisulfo II; la ricchezza della “OPULENTA SALERNUM” faceva gola a molti. Innanzitutto ai forti normanni, ormai stanziati sul territorio meridionale.

Così nel 1076 Roberto il Guiscardo, cognato di Gisulfo, assediò Salerno. La città venne espugnata per fame dopo otto mesi e il principato passò sotto il dominio normanno. Gisulfo II, ultimo principe longobardo, riparò presso la corte papale di Gregorio VII. Trascorse l’ultimo periodo del suo esilio nel castello di Sarno, dove morì accudito dalla sorella, la contessa Gaitelgrima.

Finisce così l’epopea dei longobardi nel Sud Italia e della Salerno longobarda.

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