San Matteo a Salerno e le sue sei feste

San Matteo a Salerno per tantissimi salernitani è il simbolo di appartenenza alla città per eccellenza. Non più solo e soprattutto simbolo religioso, ma qualcosa che va oltre la religione stessa.

Per i salernitani la solennità di San Matteo è il giorno più importante dell’anno, alla pari, se non di più, di Natale e Pasqua. Il pontificale, la solenne processione (negli ultimi anni condita da non poche polemiche) e il finale con i fuochi d’artificio. Il piatto tipico del momento, la Milza, sono rituali irrinunciabili.

San Matteo a Salerno Dal Medioevo a oggi

La devozione della città nei confronti di San Matteo, ha origini antichissime. Ma è nel 1080 con la costruzione del Duomo consacrato al Santo da Papa e poi Santo Gregorio VII, voluta dal duca normanno Roberto il Guiscardo, che inizia la identificazione della città con il suo Patrono.

Tanto per sfatare un mito, la processione dei politici di turno dietro il simulacro del Santo nel giorno della festa, non è tradizione di questi anni, ma si può dire che è da sempre stato così. Perfino nel periodo anticlericale dei francesi, i rappresentanti del popolo partecipavano alla processione.

Le sei feste dedicate a San Matteo a Salerno

Nel corso dei secoli, e anche durante il governo dei francesi, che avevano confiscato tutti i beni della Chiesa, si ricorda che le feste in onore di San Matteo erano ben sei.

Dunque sei giorni durante l’anno nei quali si onorava San Matteo a Salerno:

  • La festa principale è quella del 21 settembre con la solenne processione. Particolare curioso, è che per un certo numero di anni, nel 1800, in processione era portata la reliquia del braccio e non la statua. Già a quell’epoca alla fine del rito sacro, si sparavano i fuochi d’artificio.
  • La seconda giornata era quella del 6 maggio, in memoria della Traslazione delle reliquie del Santo a Salerno, avvenuta nel 954.
  • Il 27 giugno per ricordare come l’intervento del Santo, nel 1544, salvò la città dall’attacco dei pirati. Ariadeno Barbarossa, ammiraglio al servizio degli ottomani e dei francesi, si apprestava ad attaccare Salerno. Una improvvisa tempesta disperse le navi, e i salernitani attribuirono a San Matteo quel miracolo. Pare che fu in quell’occasione che una voce nel cielo avesse rombato: Salerno è mia e io la difendo.
  • Il 21 agosto c’è l’alzata del panno così come avviene ancora oggi.
  • Il 29 novembre per ringraziare San Matteo di aver salvato la città dal terribile terremoto del 1732.
  • Il 5 giugno per un altro intervento prodigioso, che salvò Salerno da un altro terremoto, quello del 1688.
salerno è mia e io la difendo

Salerno è mia e io la difendo

Impossibile scindere San Matteo a Salerno dall’essere salernitani. Sono radici radicate da secoli, che nessuna polemica o discussione potrà strappare.

Condividi