Strage Brigate Rosse a Salerno, a Torrione l’assalto

La Strage delle Brigate Rosse a Salerno, il 26 agosto del 1982,fa parte della storia della nostra città. In molti, tanti, hanno dimenticato questo episodio, tragedia nostrana alla fine degli anni di piombo. Soprattutto tra i più giovani, questo episodio sembra completamente dimenticato, anzi mai conosciuto.

L’attentato avvenne mentre si festeggiava ancora la vittoria per i Mondiali di Calcio in Spagna. In un periodo quando il gruppo delle Brigate Rosse, nelle sue varie declinazioni, era già in fase di declino, ma fu comunque tragedia. Si ebbero tre morti, uno dell’Esercito e due fra i poliziotti.

Salerno, purtroppo, non era nuova agli attentati delle Brigate Rosse. Due anni prima, il 16 marzo 1980, fu ucciso in città il magistrato Nicola Giacumbi.

I fatti della strage delle Brigate Rosse a Salerno

L’attentato fu organizzato dal Partito della Guerriglia (PPG). Era un’ala delle BR, i cui componenti erano soprattutto provenienti dalle BR napoletane. L’intento era quello di impossessarsi di armi militari trasportate da un convoglio.

Era il pomeriggio del 26 agosto, presso il lungomare Marconi a Salerno. Un furgone e un’autovettura dell’Esercito si spostavano dalla caserma Cascino all’Angelucci, con a bordo dei militari con le loro armi. All’improvviso furono bersagliati dai colpi dei terroristi.

Il caporale ventunenne Antonio Palumbo fu subito colpito. Il giovane militare morì in ospedale a Napoli il 23 settembre successivo.

Uditi gli spari, sul luogo accorse una pattuglia della squadra volante della questura di Salerno, che si trovava fortuitamente in un bar nei pressi del luogo dell’assalto. I poliziotti iniziarono un violento conflitto a fuoco con i terroristi, durante il quale perse la vita l’agente Antonio Bandiera, di 24 anni.

L’agente scelto Mario De Marco, di 30 anni, sarebbe morto quattro giorni dopo per le gravi ferite riportate.

Nel corso dell’azione rimasero feriti altri due militari, un poliziotto, due civili e una terrorista. I brigatisti comunque riuscirono a impadronirsi di 4 fucili “FAL” Beretta BM 59 e 2 Garand in dotazione ai militari dell’Esercito.

Il ricordo

Il luogo dell’attentato fu intitolato piazza Vittime del Terrorismo e vi fu eretto un monumento.

Alla memoria del caporale Antonio Palumbo sono state intitolate la palestra del 19º Reggimento Cavalleggeri “Guide”.

Una piazza a Roccadaspide è stata intitolata all’agente Mario De Marco.

All’agente Antonio Bandiera il piazzale antistante il commissariato di polizia di Cosenza.

 

 

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