Tragedia del treno dei tifosi della Salernitana: 24 maggio 1999

La tragedia del treno dei tifosi della Salernitana. 24 maggio 1999, la percezione dello sport e del calcio a Salerno cambia per sempre. La tragedia del treno dei tifosi della Salernitana di ritorno da Piacenza segna la fine di un’epoca e di un certo modo di tifare Salernitana.

I fatti

Domenica 23 maggio 1999, ultima partita del campionato di serie A tra Piacenza e Salernitana. La Salernitana ha bisogno di vincere per restare in massima serie. Purtroppo la gara finisce in pareggio e i granata retrocedono. A fine gara ci sono scontri tra tifoserie e anche tra calciatori in campo.

Sono più di 1500 i tifosi della Salernitana presenti a Piacenza e la polizia fatica a riportarli fuori dallo stadio. Sono moltissimi che sono saliti a Piacenza con un treno speciale organizzato per l’occasione.

Il treno è il numero 1681 con 16 carrozze.

All’interno del treno non regna di certo la calma. La delusione è tanta tra i supporter granata. La partenza, inizialmente prevista per le ore 20, avverrà invece alle 23 circa.

Durante tutto il viaggio si registrano diversi episodi di danneggiamento da parte dei tifosi. Dopo Nocera, all’interno della Galleria Santa Lucia, qualcuno appicca un incendio a bordo. Il fuoco divampa e si propaga rapidamente. Metà del treno resta fermo nella galleria a causa del blocco dei freni. Fu il quinto vagone, in particolare a essere colpito.

All’interno della galleria le operazione dei Vigili del Fuoco sono difficoltose. Molti tifosi si salvano lanciandosi dai finestrini, ma non tutti ci riescono.

Le vittime

Le vittime sono quattro: due avevano appena quindici anni, Vincenzo Lioi e Ciro Alfieri. Gli altri due ragazzi sono Simone Vitale, 21 anni, giocatore della squadra di A2 di pallanuoto Rari Nantes Salerno, ex vigile del fuoco e Giuseppe Diodato, 23 anni. Nove persone sono ricoverate per le ferite, mentre due agenti restano intossicati dal fumo dell’incendio.

Simone come un eroe

Molte testimonianze hanno portato alla luce l’atteggiamento eroico avuto da una delle vittime. Simone Vitale, pallanuotista della Rari Nantes Salerno, prima di essere avvolto dalle fiamme si è prodigato per aiutare altri compagni di viaggio a mettersi in salvo.

Tutto ebbe fine

Per molti tifosi della Salernitana, l’episodio della tragedia del treno dei tifosi della Salernitana, ha segnato la fine dell’amore per il calcio. Molti non sono più andati allo stadio, altri ci sono tornati molti anni dopo.

Indagini e colpevoli (da Wikipedia)

Il sospetto degli inquirenti si appuntò sui più facinorosi tra gli ultrà che avrebbero appiccato l’incendio per creare un diversivo atto a impedire l’arresto dei più violenti da parte delle forze dell’ordine all’arrivo nella stazione di Salerno. Il pubblico ministero Di Florio nel corso degli interrogatori ricavò una rosa di nomi tra i possibili responsabili dell’incendio. Si parlò anche di un candelotto fumogeno come possibile innesco. Furono condannati a 8 anni di carcere Raffaele Grillo, 20 anni, e Massimo Iannone, 22 anni. Francesco Fiammenghi, 23 anni, accusato di danneggiamenti, fu condannato invece a 8 mesi. Furono assolti «per non aver commesso il fatto» Bianca Sammarco, la funzionaria di turno delle Ferrovie dello Stato accusata di disastro colposo, e Tommaso Campanella, ispettore della Polfer Il sospetto degli inquirenti si appuntò sui più facinorosi tra gli ultrà che avrebbero appiccato l’incendio per creare un diversivo atto a impedire l’arresto dei più violenti da parte delle forze dell’ordine all’arrivo nella stazione di Salerno. Il pubblico ministero Di Florio nel corso degli interrogatori ricavò una rosa di nomi tra i possibili responsabili dell’incendio. Si parlò anche di un candelotto fumogeno come possibile innesco.

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